La seconda pellicola in costume del regista Mike Leigh, vanta già quattro nomination agli Oscar. Turner è interpretato da uno straordinario Timothy Spall, al suo primo ruolo da protagonista

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Il Turner di Mike Leigh, al cinema dal 29 gennaio, è dedicato alla vita del celebre pittore britannico William Turner, uomo solitario e sconclusionato, paesaggista vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Turner visse a lungo col padre barbiere, che gli fece anche da assistente per lungo tempo. Ma alla sua morte, la vita dell’artista precipita nel buio più totale. Si tratta del secondo film di costume di Leigh, che per raccontare l’ultimo quarto di vita dell’artista inglese ha voluto fortemente Timothy Spall, al suo primo ruolo da protagonista. Turner è costato 8,4 milioni di sterline e al botteghino ha già guadagnato 9,192,677 sterline. Quattro nomination per gli Oscar, tutti premi tecnici legati a scene e costumi: migliore fotografia, migliore scenografia, migliori costumi e migliore colonna sonora. Del resto tutti i personaggi portati in vita hanno avuto una grandissima cura per i costumi, trucco, ricostruzioni storiche e particolari, e tutti creano intorno alla figura di Turner un coro di personaggi di grande spessore e un cast di straordinario livello, delineando un fortissimo quadro sociale.

All’inizio del suo racconto Mike Leigh descrive i momenti che Turner ha passato con il padre, William Senior, scene di vita quotidiana dove il padre lo indirizza agli acquisti per la pittura e dei materiali, si occupa delle tele nuove, mangiano e stanno sempre insieme. Poi il film comincia a cambiare piega, raccontando dell’immensa solitudine in cui ormai riversa il protagonista, assediato da visioni e diviso tra due donne che cercano di sostituire la madre, morta nel 1804 dopo un breve ricovero in manicomio. La prima è Sarah Danby, con la quale ebbe due figlie, l’altra invece era l’amante Sophia Caroline Booth, nella cui casa a Chelsea morì l’eccentrico pittore, il 19 dicembre 1851.

Turner, appassionato dalle grandi tragedie, incendi, naufragi, tempeste, è conosciuto soprattutto come il ‘pittore della luce’, la brillantezza impalpabile per lui era sinonimo di una manifestazione in qualche modo divina. I suoi occhi smettono così di percepire le forme solide e i corpi umani e si perdono lungo i confini di paesaggi infuocati dagli ultimi raggi di sole. Allo stesso modo anche il regista vuole giocare con la luce, plasmandola a suo piacimento e facendola diventare mezzo di costruzione per una pellicola che in realtà è piena di ombre, di zone grigie; lo stesso Turner, personaggio spesso sgradevole ma interpretato egregiamente da Timothy Spall, a volte è ripreso in controluce, come a dimostrare di essere ormai una macchia nera in mezzo alla luce e alla bellezza della vita.