Il film esce il 16 aprile e si ispira al momento più difficile della vita del regista: la morte della madre. Nel cast anche Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Enrico Ianniello e Pietro Ragusa

Mia madre

L’attesa per il nuovo film di Nanni Moretti sta per finire. “Mia madre” arriverà infatti nelle sale cinematografiche il 16 aprile con tutta l’intenzione di non deludere le aspettative della critica e dei fan del regista, che torna sul grande schermo quattro anni dopo il successo di “Habemus Papam”. Lo stesso regista si è ritagliato nel film un ruolo principale. Insieme a lui Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Enrico Ianniello e Pietro Ragusa.

La pellicola ha una trama autobiografica, e si ispira al momento più difficile della sua vita, quando proprio sul set di Habemus Papam Moretti è venuto a conoscenza della morte della madre. È un film che parla di dolore, di perdite e crisi esistenziali e tratta della storia di una regista, interpretata da Margherita Buy, da poco separata dal marito e che deve affrontare i problemi adolescenziali della figlia Livia. Si ritrova a girare un film su una fabbrica sull’orlo del fallimento e nelle mani di un ricco proprietario americano, portato sullo schermo da Turturro, che non vuole assecondare le richieste degli operai. Moretti, nel film, è Giovanni, il fratello di Margherita, un ingegnere in crisi con se stesso che si è licenziato per accudire la madre malata, verso la fine dei suoi giorni.

“Questo film nasce da un’esperienza realmente vissuta… mi imbarazza un po’ parlare di mia madre qui, ma certo c’è molto di lei”, ha spiegato il regista. “Sin dall’inizio il protagonista era una donna. Io non volevo essere il protagonista. Mi piaceva l’idea di concentrare caratteristiche maschili, anche il fatto di essere una regista, in una donna” , ha aggiunto Moretti che spiega inoltre di essersi trovato benissimo in quel senso di inadeguatezza nel mondo del personaggio di Margherita, un’inadeguatezza che ha voluto raccontare con il susseguirsi di scene, a tratti ironiche, e addirittura comiche, e più spesso drammatiche e commoventi, dove mischia sogni e ricordi. “In Margherita tutto avviene allo stesso tempo ed è il prodotto del suo sentirsi inadeguata appunto, proprio come me”, ha concluso.