Metropoli vs città a misura d'uomo: dove si vive meglio?

A volte, per divertimento o per pura statistica, o anche semplicemente per curiosità, ci chiediamo quale sia la città migliore in cui vivere nel nostro Paese. E’ pur vero che non può esistere una risposta assoluta, unica, poiché, aldilà dei parametri classici legati alla qualità e al tenore di vita, nonché alla sicurezza e all’ordine pubblico, per altre caratteristiche ci si può soffermare su quelli che, per ciascuno di noi, possono essere le peculiarità, vale a dire quelle circostanze che possano far apprezzare maggiormente una metropoli o una piccola città di provincia, anche in base alle proprie abitudini e preferenze. Proviamo comunque a comprendere dove, in linea di massima, il tenore della vita sia più “a misura d’uomo” e se, in sostanza, sia più piacevole trascorrere la nostra vita in un ambito metropolitano, intendendo cioè la grande città, i capoluoghi, le metropoli, appunto, oppure in una cittadina più piccola, più provinciale forse, ma vicina alle esigenze “umane” dei suoi abitanti.

Prendiamo, per esempio, 3 fra le principali città d’Italia: Roma, Milano e Torino. Indubbiamente, belle, anzi bellissime, con i loro monumenti celebri, le piazze storiche, i Musei riconosciuti a livello internazionale. E poi le Università, vanto indiscusso a livello nazionale, ed ancora sedi rilevanti, dai Ministeri alle Ambasciate e alla Borsa…insomma, tre pezzi forte del nostro patrimonio, del meglio dell’Italia, a livello di arte, storia, business, cultura, edilizia.

Ma… Analizzando il rovescio della medaglia, come non vederne anche i difetti? Uno fra tutti il livello dei prezzi degli immobili, per esempio, in alcuni casi semplicemente proibitivo per chi volesse decidere di acquistare casa in queste città, nonostante ultimamente il mercato abbiamo avuto una ripresa volta al recupero degli anni in cui, per effetto della crisi economica, la compravendita immobiliare aveva subito uno stop forzato.

E poi il traffico, a volte talmente insopportabile da rendere invivibili quelle città. O ancora, problema non trascurabile, il forte tasso d’immigrazione presente nelle grandi metropoli, che porta spesso, purtroppo, a conseguenti disguidi sul piano dell’illegalità e della delinquenza.

E la realtà delle città di provincia, quanto si distoglie da queste caratteristiche? Direi molto, e non è difficile crederlo. Piccoli centri a misura d’uomo, dove comunque i servizi, il lavoro, gli immobili, rivestono cura ed attenzione, con in più i vantaggi del tenore di vita più tranquillo, in linea di massima anche più sicuro, in una definizione unica, più “a misura d’uomo”.

Prendiamo ad esempio Piacenza, bella città di provincia al confine fra la Lombardia e l’Emilia Romagna, di cui fa parte: giovane ed esuberante, grazie anche alla presenza di importanti sedi distaccate di Università rinomate, può essere definita città d’arte, per i palazzi e le piazze che la arricchiscono, conferendole eleganza e fascino antico.

Città tranquilla, in cui si vive bene pur non essendo piccolissima, praticamente immune dai problemi di traffico, pulita e ricca di parchi ed aree verdi, con un centro storico raccolto nel suo cuore antico, con un buon tasso di sicurezza, prezzi degli immobili contenuti (sia in vendita che in affitto) e un costo della vita più basso: ecco, città come Piacenza possono diventare un’ottima alternativa alla frenetica vita delle grandi metropoli (e una di queste, Milano, le è talmente vicina da poterne comunque sempre subire fascino ed influenza), riuscendo a mantenere quella personalità “provinciale” che ne ha fatta una delle città più amate d’Italia.

Forse non vi avremo fatto cambiare idea sulle vostre preferenze in ambito cittadino ma, almeno, vi abbiamo fornito qualche spunto di riflessione per un’eventuale scelta o, semplicemente, per poter apprezzare al meglio quello che le nostre città possono offrirci in tema di qualità della vita.