BambinoOspedaleCane

La pet therapy, la terapia degli animali domestici, si diffonde sempre di più. La vicinanza e l’interazione con un animale, il cavallo in particolare, ha portato a un recupero più rapido di alcuni malati. Inizialmente la terapia era usata in casi particolari, come ad esempio sulle persone con handicap mentali, autistici, e soggetti psicolabili. Vari sono i casi in cui si è notato che la vicinanza di gatti, cani, conigli o canarini, ha ridato voglia di vivere e energie da investire nel processo di guarigione dei pazienti. E da qualche tempo si sta sperimentando questa terapia anche sui malati terminali. In Veneto, al Policlinico San Marco di Mestre, la pet therapy si applica già in corsia. I risultati sono quelli sperati. Soprattutto nelle persone anziane e nei bambini, la vicinanza di animali domestici dà la giusta grinta per affrontare meglio i giorni di convalescenza o gli ultimi mesi di vita, regalando una speranza e un sorriso in più. Può essere impiegata su pazienti con patologie diverse, dal recupero di un intervento allo stress emotivo, dall’handicap al cancro terminale. Ovviamente è necessaria la presenza del veterinario. Gli animali non possono scorrazzare liberi nelle corsie dell’ospedale, ma possono stare accanto ai letti dei pazienti per qualche ora, oppure all’aperto quando gli è concesso di fare una passeggiata. Il dottor Renzo Malatesta, direttore sanitario del Policlinico, ha riportato un recente esempio per garantire l’efficacia della pet therapy: “un vecchietto sembrava privo di voglia di vivere, non voleva più parlare con nessuno. Il cane è riuscito ad interagire con lui e a farlo tornare a dialogare con il mondo esterno”. “La pet therapy integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo”, ha aggiunto il dottor Malatesta. Per questo, nello stesso ospedale, anche alcuni dipendenti hanno la possibilità di portare il proprio animale sul luogo di lavoro, migliorando così il loro rendimento. I risultati sono assicurati.