Si intitola “La luce e la materia” la mostra dedicata a Medardo Rosso e dove si potranno ammirare le sculture dell’artista ottocentesco, tra cui l’Enfant malade, Madame X e Aetas aurea

Bambino-Malato

Per oggi è stata organizzata una mostra monografica nelle sale della GAM Galleria di Arte Moderna di Milano, dedicata a Medardo Rosso e intitolata “La luce e la materia”.

Lo scultore ottocentesco è riuscito a trasportare l’impressionismo pittorico nelle sue opere, e oggi lo spettatore potrà ammirare l’obiettivo estetico e poetico della sua arte. La luce e la materia sono stati proprio i suoi punti forti. Medardo fotografava le proprie sculture per indicare l’esatta incidenza luminosa e per anni, sia a Torino dove è nato, sia a Parigi dove è stato attivo per moltissimo tempo, il mezzo fotografico è stato per lui fondamentale.

L’esposizione, curatissima anche se piccola, indaga i soggetti realizzati nelle diverse declinazioni, dal gesso alla cera, fino al bronzo. Cinque sono le sale, al piano terra, dove si possono osservare con occhio ammirevole le opere scultoree realizzate dall’autore stesso, venuto a mancare nel 1928.

Circa quindici sono le opere che appartengono alla GAM milanese, e a queste ne sono state aggiunte delle altre significative, selezionate dal Museo Rosso di Barzio e in prestito per la mostra.

Il pezzo forte, tra tutti i magnifici lavori, è l’“Enfant malade”, una statuetta in cera su gesso che raffigura appunto la testa di un bambino malato, valutata nel 2014 per una cifra da capogiro: ben 500.000,00 euro.

Non meno fascinosa “Madame X”, da anni gelosamente custodita a Venezia nella Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro. Si tratta di una scultura in cera che rappresenta un volto femminile, i cui lineamenti sono ormai completamente fusi con la materia e con la luce. Appena accennate sono le cavità degli occhi e il profilo del naso. Le labbra sono invece scomparse del tutto. A rimanere intatto è il fascino e l’interesse che suscita nello spettatore.

E ancora, giunto dal Musée d’Orsay si potrà ammirare il romantico “Aetas aurea” dove sono raffigurati in un tenero abbraccio la moglie e il piccolo figlio dell’artista.

Alle opere sono state affiancate le fotografie (stampe a contatto da lastre originali e stampe originali), provenienti dalla Biblioteca civica di Vicenza. Le fotografie alle sue sculture erano per Medardo, non solo un modo di rielaborazione e riedizione, ma anche e soprattutto occasione di ricerche sulla materia e sulla luce, svincolata dal rapporto col vero.