Il premier decide di aggiungere il tfr in busta paga arrivando insieme al già attuato bonus di 80 euro a una somma di ben 180 in più ogni mese: questo, secondo Renzi, potrà garantire ai lavoratori delle piccole imprese di avere più liquidità da “spendere”

Governo: Renzi, per futuro basta inciuci e larghe intese

Matteo Renzi, tfr in aggiunta al bonus di 80 euro in busta paga

Il tfr così come funziona adesso è un problema di liquidità delle imprese. Per il premier Matteo Renzi “le grandi imprese ce la fanno, ma le piccole sono in difficoltà”. Si muove ancora a favore dei lavoratori, a suo dire, che si vedranno aggiungere in busta paga oltre gli 80 euro di bonus altri 100 che copriranno il tfr, che non verrà quindi più tenuto da parte a fine lavoro, ma pagato ogni mese. Questo potrà garantire anche ai lavoratori delle piccole imprese di avere a fine mese più liquidità da “spendere”. Ad esempio un lavoratore che guadagna 1.000 euro, se ne  ritroverebbe a fine mese in busta paga 1.180 grazie alla somma di bonus e tfr. 180 euro in più che ai giorni d’oggi farebbero proprio comodo. Contrario alla proposta Giorgio Merletti, presidente di Rete Imprese Italia, che solo ieri aveva detto: ”In questa fase di perduranti difficoltà per il nostro sistema produttivo, è impensabile che le piccole imprese possano sostenere ulteriori sforzi finanziari, come quello di anticipare mensilmente parte del tfr ai dipendenti. È la misura perfetta-scrive sarcastico in una nota- se si vuol dare una mano a far chiudere decine di migliaia di piccole imprese che stanno resistendo stremate da 6 anni di crisi e difendendo in tal modo migliaia di posti di lavoro”. Ma Renzi spera che sia l’Abi, l’associazione delle banche, a dare i soldi che arrivano dall’Europa in soccorso delle persone che hanno vere difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Il presidente del consiglio studierà e ragionerà con l’associazione il meccanismo di riforma nei particolari.