Per Renzi la Boldrini è uscita fuori dal suo perimetro di intervento istituzionale, e Berlusconi non ha mantenuto il Patto del Nazareno perché ‘costretto da Brunetta’

Renzi

Matteo Renzi ha espresso in una recente intervista le proprie considerazioni riguardo a temi come il Patto del Nazareno, i rapporti con Bersani e la crescita del Paese. Proprio riguardo al Nazareno ha detto: “Io ho mantenuto il patto, Berlusconi no. Penso perchè costretto da Brunetta e da qualche stratega illuminato di Palazzo Grazioli”. “Il capogruppo di Forza Italia alla Camera ha remato contro le riforme e il patto del Nazareno, Brunetta ha lavorato per far fuori le colombe”, ha ribadito.

Il premier confessa poi di non aver ben capito l’atteggiamento di Bersani sulle riforme: “La sua battaglia sui dettagli della legge elettorale è incomprensibile. So che nel Pd c’è una parte che dice di no a tutto per principio. Faccio le riunioni? Troppo poco. Non le faccio? Vuol dire che decido da solo. Mi sembra il modello Cara ti amo di Elio e le Storie Tese”. Della Boldrini non si spiega invece alcune posizioni assunte negli ultimi giorni: “è uscita dal suo perimetro di intervento istituzionale con valutazioni di merito se fare o no un decreto, che non spettano al presidente di un ramo del Parlamento”.

Sul tema Scuola ribadisce l’impegno preso con Sergio Mattarella e le opposizioni di emanare meno decreti possibile e ricorda che per quest’anno l’Ue ci assegna un +0,6, Banca d’Italia un +1%, ma Confindustria lancia cifre molto più positive: “Noi abbiamo previsto un +0,5%: tutto quello che viene in aggiunta è un tesoretto che utilizzeremo”, ha commentato.

Altro argomento di cui parla è la situazione dei precari: “Mettiamoci d’accordo: prima mi accusano di essere un dittatore che vuole fare tutto da solo, se presento un disegno di legge aperto alla discussione mi accusano di non decidere. Ci sono sei mesi prima di assumere i precari, vediamo se la legge va avanti o se ci sarà il requisito di urgenza per un decreto”.

Conclude poi trattando di temi di attualità nazionale, come la lotta al terrorismo, ritenuta “priorità”, e le unioni civili, cui assicura una maggiore determinazione, “la stessa che abbiamo messo sulla legge elettorale”.