Ospite a Otto e mezzo su La 7 Massimo D’Alema ha parlato dell’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia: “Ho ricevuto minacce, è stata colpita la sicurezza della mia famiglia. È indegno di un Paese civile”

D'Alema

“Nella diffusione di notizie relative all’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia sono stato vittima di una campagna di diffamazione e ho ricevuto delle minacce, è stata colpita la sicurezza e la serenità della mia famiglia, è indegno di un Paese civile. Me ne sono accorto diversi anni fa anche a proposito di avversari politici”. Queste le dichiarazioni di Massimo D’Alema, ospite a ‘Otto e mezzo’ su La7.

D’Alema ha parlato in merito all’azienda vinicola della sua famiglia, sui rapporti con la Cooperativa Cpl, sulle polemiche di corruzione a Ischia (cui non è indagato) e sulla sua Fondazione Italianieuropei. Inoltre si dice d’accordo con il premier Matteo Renzi sul tema della riforma delle intercettazioni, che disse a riguardo: “Le intercettazioni sono uno strumento molto utile: rinunciarvi sarebbe stupido e autolesionista. Ma il modo con il quale vengono diffuse da alcuni avvocati e alcuni magistrati, da alcuni addetti ai lavori e anche da alcuni media è francamente incredibile e inaccettabile”.

D’Alema ha ricordato che in passato l’esecutivo da lui guidato aveva presentato un disegno di legge sulle intercettazioni e sulla pubblicità degli atti di indagine, “che io spero che il governo Renzi riprenda”. “Molti anni fa quando una campagna di questo tipo riguardò Berlusconi io dissi che la pubblicazione delle intercettazioni era un fatto incivile” ha aggiunto.

Poi parlando della sua Fondazione Italianieuropei ha spiegato: “La lista dei finanziatori è per il 90 per cento pubblica. Il restante dieci è coperto dalla legge sulla privacy. E la Fondazione fa un grande lavoro intellettuale, partecipa di un network di grande prestigio ed è considerata dall’Università della Pennsylvania una delle tre realtà culturali più degne di attenzione”.

Chiarisce dunque in merito alle bottiglie di vino emerse nell’indagine: “Non sono in conflitto d’interesse, i proprietari sono i miei figli, l’amministratore è mia moglie, io faccio il promoter, non sono ministro, deputato, non sono nulla, faccio politica, ma il conflitto interessi implica che uno abbia una funzione pubblica. Non sono in conflitto con niente. Il vino viene comprato per simpatia per D’Alema e c’è chi non lo compra invece perché ha antipatia, c’è il pro e il contro che si compensano. E comunque il vino si vende se è buono”.

“Non ho nulla da chiarire ai magistrati”, spiega ancora riguardo alla Cooperativa Cpl Concordia. “I rapporti che ho avuto con questa cooperativa sono del tutto trasparenti. Non ho nel modo più assoluto nulla da rimproverarmi: ho avuto rapporti con un’azienda come ne ho avuti con altre, rapporti del tutto normali, trasparenti, legittimi di cui posso parlare in tv ma non con i magistrati perchè non è materia che li interessi”, ha concluso.