Osservato un misterioso pennacchio che appare ad un’altezza di 250 chilometri dalla superficie di Marte. Due le ipotesi: nuvole ghiacciate di anidride carbonica o effetto aurorale

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Marte, dopo Venere, è il pianeta più facilmente osservabile dalla terra grazie al colore e alla grandissima luminosità. E da sempre affascina l’uomo. Nel 1971 ci fu il primo atterraggio di una sonda umana sul pianeta rosso, quando Mars2 e Mars3 toccarono il suolo marziano facendo perdere solo pochi minuti dopo il contatto con la Terra. Ma l’uomo è ambizioso e vuole portare avanti una missione per riuscire a ‘conquistare’ il pianeta, anche se al momento rimane solo un progetto cartaceo. Molti sono gli enigmi legati a questo inarrivabile pianeta, come ad esempio quella specie di pennacchio misterioso, che sempre sotto il continuo occhio curioso degli esperti, è spuntato dalla sua atmosfera. Gli scienziati momentaneamente non hanno chiaro di cosa si tratti, ma si ipotizza che possano essere delle nuvole ghiacciate di anidride carbonica o di ghiaccio d’acqua in rapida evoluzione, oppure un effetto aurorale. Infatti la regione interessata da questo fenomeno presenterebbe delle anomalie magnetiche riuscendo a deviare il vento solare e generando così enormi e rapide ‘nubi’ di luce dovute allo scontro del vento solare con l’atmosfera.

In realtà queste strane nubi erano state osservate per la prima volta nel 2012, ma solo oggi sulla rivista Nature si tentano delle descrizioni, seppur senza arrivare ad esatte conclusioni. Quest’effetto appare ad un’altezza di circa 250 chilometri dalla superficie e svanisce in poche ore. “È estremamente inaspettato e sfida le nostre conoscenze attuali riguardanti l’alta atmosfera del Pianeta rosso”, ha sottolineato il coordinatore del team che ha compiuto lo studio, Agustin Sanchez-Lavega dell’università spagnola Pais Vasco.

A cercare di dare una spiegazione più esatta ci penserà la sonda Maven della Nasa, spedita recentemente proprio per indagare sui vari aspetti di Marte e della sua atmosfera. E lo stesso compito lo avrà la prima delle due sonde Exomars che l’Esa europea lancerà nel 2016 utilizzando lo strumento Trace Gas di cui dispone.