La compagna di Massimiliano Latorre ha commentato la decisione della Corte Suprema indiana: “Un sollievo, seppur temporaneo. L’ingiustizia c’è a prescindere. Vista la loro innocenza, non era Massimiliano a dover tornare in India, ma Salvatore a rientrare in Italia”

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Massimiliano Latorre potrà restare in Italia fino al 15 luglio. Questa la decisione della Corte Suprema indiana che ha dunque prorogato di altri 3 mesi la degenza italiana del fuciliere di Marina. I giudici, senza prendere comunque in considerazione le condizioni di salute del soldato italiano, hanno fissato una nuova udienza entro la fine di aprile per valutare il ricorso italiano contro la presenza della polizia antiterrorismo Nia. Il dibattito è durato circa venti minuti e in aula erano presenti i legali dei Marò Sole Sorabjee e L.K.Tulzi, il pm aggiunto indiano Pinki Anand, e l’ambasciatore d’Italia Lorenzo Angeloni.

L’ennesimo pronunciamento, anche se positivo, lascia comunque l’amaro in bocca a Latorre, costretto a convivere con i suoi malesseri, dovuti all’ischemia dello scorso agosto e all’intervento al cuore di gennaio, e con l’angoscia di dover mettere piede di nuovo in India passati questi 3 mesi. “Sicuramente questa proroga consente a Massimiliano di proseguire le cure in un ambiente più salubre quale può essere quello domestico. Questo almeno dal punto di vista fisico. Da quello psicologico sicuramente è un sollievo temporaneo”, ha infatti commentato la sua compagna, Paola Moschetti, a seguito della decisione della Corte Suprema di Nuova Delhi. La Moschetti ha anche ricordato la situazione dell’altro Marò, Salvatore Girone, che si trova ancora in India: “Attendiamo il rientro di Salvatore per poter tirare un vero respiro di sollievo”. “Nonostante il temporaneo sollievo, l’ingiustizia c’è a prescindere. A maggior ragione vista la loro innocenza. Non era Massimiliano a dover tornare in India, ma Salvatore a rientrare in Italia. Speriamo accada presto”, ha aggiunto.