Col consenso della madre voleva trovare delle cure alternative, ma il tribunale ha deciso per lei. Obbligata a terminare il ciclo di sei mesi di chemioterapia, potrà decidere autonomamente solo dopo aver compiuto 18 anni

cassandra, malata di cancro

Cassandra è una diciassette del Connecticut, malata di cancro. Dopo alcune sedute di chemioterapia ha deciso di interrompere il trattamento, con il consenso anche della madre. La sua decisione è stata però rifiutata dalla corte suprema dello Stato americano in cui vive, che le ha imposto di continuare le cure sostenendo che la paziente non sia in grado di prendere decisioni così importanti, in modo autonomo e consapevole. La giovane ragazza è affetta da un linfoma di Hodgking, che le è stato diagnosticato a settembre. Gli assistenti sociali si sono opposti alla sua decisione di interrompere la chemioterapia credendo che la cosa più giusta da fare sia continuare le cure. I medici infatti sostengono che continuando i trattamenti Cassandra avrebbe dall’80% all’85% di probabilità di sopravvivere. La ragazza avrebbe sporto denuncia al tribunale per violazione dei diritti, ma le autorità si sono mosse senza violare alcuna legge, potendo quindi decidere della sua sorte, anche se solo per questo ciclo di sedute. Cassandra infatti potrà decidere autonomamente il prossimo settembre, quando avrà compiuto 18 anni. Dalla sentenza si può leggere: “La Corte ha autorizzato le strutture ospedaliere a prendere le necessarie decisioni mediche in vece della paziente”. In questo modo dovrà rimanere ricoverata nel Connecticut Children’s Medical Center di Hartford, seppur contro il proprio volere. Gli esperti hanno ricordato alla madre della ragazza che, senza chemioterapia, potrebbe morire nei prossimi due anni. Ma la donna, insieme alla figlia, aveva deciso di trovare strade e cure alternative, che non immettessero nel suo corpo ‘veleni’.