Fino a dieci anni fa la Gran Bretagna produceva in casa energia e cibo necessari all’intero fabbisogno del Paese, oggi invece dipende per il 50% dall’estero, con preoccupanti risvolti geopolitici. Intanto David Cameron invia consiglieri militari in Ucraina

david Cameron

Il governo Cameron sembra avere qualche difficoltà cui non si aspettava di far fronte. Gli ultimi dati sulla capacità della Gran Bretagna di provvedere al proprio sostentamento energetico sono leggermente in picco. Nel 2013 ha portato il 47% dell’energia consumata, un massimo storico che segna un’inversione di tendenza avvenuta in meno di un decennio, visto che nel 2004 il Paese era un netto esportatore di energia. Lo dimostrano alcuni dati pubblicati sul sito internet dell’Ufficio Nazionale di Statistica britannico. Risulta che il Regno Unito sia importatore netto della maggior parte delle fonti di energia, sia di carbone che di gas naturale, e non appare molto rassicurante che continuino le esportazioni di greggio, dato e considerato che i giacimenti del Mare del Nord hanno raggiunto un massimo produttivo nel 1999 e hanno da quel momento in poi cominciato a esaurirsi. Sempre secondo i dati rilevati dal sito britannico, è risultato che il carbone è la prima fonte di elettricità, con circa 125 Terawatt/ora, seguita dal gas (circa 100 terawatt/ora), con un utilizzo di rinnovabili (poco più’ di 50 terawatt/ora, il 15% del totale) inferiore rispetto a paesi come la Germania o l’Italia, e un programma nucleare che langue dal picco del 1998, a causa della chiusura di diversi reattori. Per questo motivo il premier David Cameron sta cercando di mettere su un’industria dello shale gas sul modello degli Stati Uniti e far ripartire il settore nucleare con il progetto Hinkley Point C, divenuto controverso a causa del progressivo aumento dei costi.

La dipendenza energetica di Londra ha però implicazioni geopolitiche da tenere in alta considerazione. Il 40% del carbone consumato dal Paese proviene infatti dalla Russia, e il premier Cameron dovrebbe cercare di stare ben attento se non volesse vederselo dimezzare, se non addirittura eliminare. Londra non potrebbe dipende dall’estero esclusivamente per l’energia, ma in futuro potrebbe aver bisogno di aiuto anche per alcuni beni alimentari. Dall’allarme di un’associazione di agricoltori inglesi è risultato infatti che nel giro di una generazione le campagne britanniche non saranno più in grado di produrre il cibo necessario al sostentamento della popolazione. Cameron dovrà darsi da fare se non vuole che questo succeda.

Ma intanto il primo ministro britannico si dedica principalmente ad altro. Ha da poco annunciato, infatti, in un’audizione parlamentare, che invierà consiglieri militari in Ucraina per addestrare l’esercito di Kiev. Cameron inoltre non ha escluso la possibilità di sospendere la Russia dal sistema bancario internazionale Swift se Mosca non farà dei passi indietro con la sua politica aggressiva in Ucraina. “Nel corso del prossimo mese dispiegheremo personale militare britannico per fornire consulenza e addestramento di vario tipo, dall’intelligence tattica alla logistica, alle cure mediche. Stiamo anche sviluppando un programma di addestramento della fanteria con l’Ucraina per migliorare la tenuta delle loro forze”, ha detto David Cameron.