killer

Sono stati localizzati i tre sospettati che hanno sparato nei locali di Charlie Hebdo. Si tratterebbe di due fratelli, Said e Cherif Kouachi, di 34 e 32 anni, e Hamid Mourad, di 19 anni, forse loro parente. Tutti e tre gli attentatori sono franco-algerini, originari di Gennevilliers, tornati in Francia quest’estate dalla Siria. Sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d’identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata dai terroristi durante la fuga vicino alle porte de Pantin. A rivelarlo è il sito di Le Point che ne cita fonti confidenziali. I tre killer hanno compiuto stamattina una strage a Parigi nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. “Vendicheremo il profeta”, “Allah è grande”, gridavano. Incappucciati e vestiti di nero sono entrati nel palazzo del XI arrondissement, boulevard Richard-Lenoir, la sede del famoso giornale satirico che spesso prende in giro l’Islam, ma anche il cristianesimo, la destra e la sinistra. Poi hanno aperto il fuoco. Il bilancio è di 12 morti, di cui 2 agenti e 10 giornalisti, e 5 feriti gravi. Tra i morti il direttore del giornale Stephan Charbonnier, detto Charb, di 47 anni, e altri tre colleghi vignettisti: Cabu, 77 anni, Tignous e Wolinski, 80 anni. Rimasti uccisi anche due agenti, di cui uno faceva la scorta al direttore del settimanale. L’altro poliziotto si chiamava Ahmed ed è stato freddato con un colpo alla testa. L’ultima vignetta di Charb è stata come premonitrice. Un disegno e la scritta “ancora nessun attentato in Francia”, e poi l’immagine di un talebano armato che dice “aspettate, c’è tempo sino a fine gennaio”. Adesso è caccia ai killer.