Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aveva affermato che l’Italia è pronta a combattere l’Isis in Libia. La dichiarazione porta così l’Italia ad essere tra la lista dei nemici dello Stato islamico che definisce Gentiloni “ministro dell’Italia crociata”

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“Ministro dell’Italia crociata”. Così è stato definito il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni dall’Isis. Il governo italiano entra quindi nella lista dei nemici ufficiali degli estremisti dello Stato islamico. È quanto si apprende dall’edizione del radiogiornale dell’Isis, diffuso dall’emittente al Bayan da Mosul, nel nord dell’Iraq.

L’edizione mattutina del giornale-radio dell’Isis ha diffuso queste dichiarazioni: “Gentiloni, ministro degli esteri dell’Italia crociata, dopo l’avanzata dei mujahidin in Libia ha detto che l’Italia è pronta a unirsi alla forza guidata dalle Nazioni atee per combattere lo Stato islamico”, dove implicitamente con l’espressione “nazione atee” si riferiscono alle Nazioni Unite (le due espressioni infatti sono molto simili in arabo).

Il ministro Gentiloni aveva affermato pochi giorni fa che l’Italia è pronta a lottare contro l’Isis. “L’Italia è pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale contro la presenza dell’Isis in Libia”, ha detto aggiungendo che lo Stato islamico è una grande minaccia nonostante sia a 200 miglia marine di distanze. “Se non si trova una mediazione bisogna pensare con le Nazioni Unite a fare qualcosa in più”, ha quindi spiegato il titolare della Farnesina.

A ribadire il pericolo è il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “La Libia deve essere una priorità assoluta, per tutta la comunità internazionale. O si spegne l’incendio o le fiamme possono divampare con rischi gravi per tutti”.

Intanto l’Isis comunica anche la sua intenzione di conquistare anche Misurata, la terza maggiore città della Libia dopo Tripoli e Bengasi, già da settimane sotto il loro dominio. Dopo aver preso Sirte e conquistato i principali palazzi governativi dell’importante città del golfo, l’Isis punta quindi al principale porto di Misurata, a circa 250 chilometri a ovest di Sirte.