Giovedì 7 maggio ci saranno le consultazioni elettorali per rinnovare la Camera dei Comuni nel Regno Unito, e l’Isis ha lanciato un appello ai militanti chiedendo loro di attaccare i seggi elettorali e i politici. Ma la minaccia incombe anche nel nostro Paese, perché “questi terroristi sono votati al suicidio e alcuni di loro potrebbero salire sui barconi e mischiarsi coi migranti per venire in Italia”

Isis minaccia Gran Bretagna

Manca poco alla consultazione elettorale per rinnovare la Camera dei Comuni nel Regno Unito. Ma arriva anche la minaccia dell’Isis attraverso un appello su Twitter postato da due sedicenti combattenti britannici dello Stato islamico, dove si legge della loro volontà e della loro richiesta ad altri militanti di attaccare giovedì 7 maggio i seggi elettorali e i politici in Gran Bretagna. In precedenza l’Isis aveva rivendicato anche l’attacco a Dallas ad una mostra su Maometto minacciandone altri in futuro negli Stati Uniti. Questo il messaggio lanciato dai soldati del califfato: “Vi diciamo, America, che quello che sta arrivando sarà più doloroso e più amaro, e vedrete come i soldati del califfato vi colpiranno”. La minaccia dell’Isis incombe anche nel nostro Paese. Infatti, da quanto dichiara l’ambasciatore della Libia in Italia, Ezzedine Al Awami, “questi terroristi sono persone votate al suicidio, gente senza scrupoli”. “Dico a voi italiani che la minaccia dell’Isis contro Roma è da prendere sul serio, perché questi terroristi sono persone votate al suicido e alcuni di loro potrebbero salire sui barconi e mischiarsi con i migranti per venire in Italia. Abbiamo un avversario comune da combattere”, dice ancora Al Awami. Nei giorni appena passati 4 cittadini britannici sono stati arrestati dall’antiterrorismo all’interno dell’aeroporto di Gatwick a Londra, quando erano appena tornati dalla Turchia dove gli era stato negato l’ingresso nello scalo di Antalya, una località turistica sulla costa mediterranea. Gli arresti sono scattati dopo un forte sospetto che lo scalo in Turchia fosse solo un passo per andare in Siria a combattere insieme all’Isis e al Fronte Al Nusra.

Minacce a parte, la tensione e l’attesa per le elezioni del 7 maggio in Gran Bretagna continua a salire, soprattutto perché vi è la certezza quasi assoluta che nessun partito avrà la piena maggioranza, e quindi tutto è ancora in gioco. Tuttavia ciò che conta in Gran Bretagna non è tanto avere una maggioranza in termini di percentuale, ma avere la fiducia della Camera dei Comuni. Così se il premier britannico uscente David Cameron dovesse perdere la maggioranza, non deve lasciare per forza la residenza di primo ministro al numero 10 di Downing Street, ma presentare un nuovo programma legislativo alla Regina Elisabetta II, che verrà discusso e votato dal nuovo Parlamento nel cosiddetto “discorso della Regina”. Ne seguirà che se il suo programma non verrà accordato Cameron dovrà dimettersi, al contrario se la Camera dei Comuni lo approverà, l’attuale primo ministro potrà rimanere al suo posto, nonostante abbia perso la maggioranza.