Il presidente iraniano Hassan Rohani ha dichiarato che Teheran “non firmerà l’accordo sul nucleare a meno che tutte le sanzioni economiche non siano revocate subito”. Obama pensa invece ad un ritiro più graduale delle sanzioni

Rohani

“Teheran non firmerà l’accordo sul suo programma nucleare a meno che tutte le sanzioni economiche non siano revocate immediatamente”. Lo ha affermato il presidente iraniano Hassan Rohani alla cerimonia per la Giornata della tecnologia nucleare, ribadendo che non firmeranno alcun accordo, “a meno che tutte le sanzioni non vengano cancellate il primo giorno dell’applicazione dell’intesa”. “L’accordo deve rimuovere tutte le sanzioni”, gli fa eco la guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei. L’Iran ha sostenuto da sempre questa tesi, per voce del ministro degli esteri Javad Zarif e della sua squadra di negoziatori, in vista della firma dell’accordo finale prevista entro il 30 giugno.

Il presidente Barack Obama pensa invece a un ritiro delle sanzioni più graduale. Nella scheda diffusa dagli Usa dopo l’intesa di Losanna si parla infatti di sospensione delle sanzioni europee e statunitensi “solo quando l’Aiea avrà compiuto i passi concordati e verificato la buona fede dell’Iran sugli accordi presi”. Tuttavia potranno “automaticamente tornare qualora Teheran non rispettasse uno o più punti dell’intesa. Sulla stesse linea si sono espressi sia il presidente Usa Barack Obama, che il presidente francese Francois Holland.

L’intesa raggiunta a Losanna con le potenze mondiali sul nucleare iraniano, per la Guida suprema dell’Iran Ali Khamenei, “non è vincolante e non garantisce il raggiungimento di un accordo definitivo”. Per questo Khamenei ha detto di non essere “né a favore né contro” l’accordo. Ha poi ribadito che sarebbe “inaccettabile” una revoca graduale delle sanzioni occidentali chiedendo che vengano tolte il giorno stesso in cui sarà firmato un eventuale accordo definitivo sul programma nucleare di Teheran.