Forte la presa di posizione di Ahmed Al Tayeb, una delle massime autorità religiose musulmane, che condanna le azioni dell’Isis definendole ignobili e sataniche

Iman Ahmed Al Tayeb
Al Tayeb, grande imam della moschea egiziana di Al Azhar a Il Cairo, prende fortemente posizione contro l’Isis. Secondo l’imam, i terroristi dello Stato Islamico andrebbero crocifissi e secondo la punizione indicata nel Corano bisognerebbe amputare loro mani e piedi.
Il durissimo annuncio è stato diffuso dopo il video in cui il pilota giordano, Maaz al-Kassasbeh, veniva bruciato vivo e, chiede l’uccisione, la crocifissione e la mutilazione di questi terroristi. Attraverso il comunicato dell’università di Al Azhar, l’imam esprime la sua profonda indignazione per questa azione ignobile che esige la sanzione indicata dal Corano per questi tiranni che fanno la guerra ad Allah e al suo messaggero Maometto.
Per l’imam, l’Isis è una “organizzazione terrorista satanica” e l’uccisione del pilota è “un’azione maligna”, ripudiata da tutte le religioni. Il comunicato viene concluso con l’espressione delle condoglianze al re Abdallah di Giordania e a tutto il popolo giordano.

Intanto, alla redazione belga del quotidiano Het Laatse Nieuws, è stata recapitata una lettera anonima di minacce nella quale il Belgio viene considerato un obbiettivo dell’Isis. La lettera, scritta in francese, è rivolta ai belgi, al re Filippo e al sindaco di Anversa Bart De Wever e, afferma che quanto accaduto in Francia si ripeterà anche in Belgio. Il documento rimanda ad un filmato diffuso dall’Isis su internet la settimana scorsa, secondo cui Belgio, Francia e Stati Uniti sono sotto minaccia.

In risposta alle barbarie perpetrate dall’Isis, il governo di Amman, all’alba, ha giustiziato la terrorista irachena, Sajida al-Rishaw, che l’organizzazione chiedeva in cambio per la liberazione degli ostaggi, il giornalista giapponese Kenji Goto e il pilota giordano Mouath al-Kassasbeh. La terrorista è stata giustiziata poche ore dopo la diffusione in rete della brutale uccisione del pilota. Oltre alla terrorista irachena è stato impiccato un altro jihadista, Ziad al-Karbouli, collaboratore di Abu Musab al-Zarqawi catturato nel 2006.