Un medico siciliano di 70 anni è scomparso in Libia dove si era recato per dare un aiuto all’ospedale di Dar Al Wafa. La procura di Roma indaga per sequestro di persona finalizzato al terrorismo
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È scomparso un medico catanese, Ignazio Scaravilli, 70 anni, che si era recato in Libia per dare una mano all’ospedale di Dar Al Wafa, nella zona di Suq Talat. Di lui non si hanno notizie dal pomeriggio del 6 gennaio scorso, così la procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona con finalità di terrorismo. Sono stati i colleghi dell’ortopedico siciliano a denunciarne la scomparsa e al momento non ci sono testimonianze dirette riguardo al suo allontanamento. Scaravilli sarebbe partito prima di Natale con altri 4 colleghi siciliani per operare in un ospedale di Tripoli. Con lui era partita anche la moglie, e dopo tutti questi giorni, adesso il timore è che sia stato rapito. La notizia è stata confermata anche dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha riferito che la Farnesina è all’opera sul caso Scaravilli e che stanno lavorando col riserbo necessario. “Ci sono rischi di infiltrazione anche notevoli di terroristi dall’immigrazione”, ha riferito lo stesso Gentiloni a Londra per un vertice anti-Isis. “Per fortuna i nostri apparati di sicurezza sono allertati e funzionano, ma questo non ci consente di abbassare minimamente il grado di preoccupazione. Nessun Paese democratico può avallare alcuna confusione fra fenomeni migratori e terroristici, perché diffondere l’idea che dietro i barconi di disperati che approdano sulle nostre coste si annidi il terrorista col kalashnikov sarebbe un errore culturale, oltreché improbabile dal punto di vista tecnico”, ha aggiunto il ministro degli Esteri. “Valuteremo, se ci sono proposte. Serve grande chiarezza nelle regole, nelle indicazioni, e nei divieti, dopo di che lo Stato alla fine interviene anche a salvare i suoi cittadini”, ha poi concluso.