La sceneggiatrice parla della serie Girls, giunta alla quarta stagione, e risponde alle polemiche sui nudi ricorrenti: “Non è pornografia, ma una cosa naturale. La tv pullula di violenza e noi dovremmo oscurare la nudità?”

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Lena Dunham, attrice e sceneggiatrice 28enne, è giunta già alla sua quarta stagione della serie tv Girls della Hbo. Il suo show sta spopolando negli Usa, e non solo, ed è diventato un vero e proprio modello per ragazze e giovani donne di tutto il mondo. Adesso la Dunham, che si è ritagliata anche un ruolo da protagonista nella seguitissima serie, ha svelato quale tema ha voluto affrontare per la nuova stagione: “Ho scelto di parlare di alcuni temi molto difficili, come l’interruzione di gravidanza. Sono soddisfatta di quello che ho fatto. Si apre una nuova era per ragazze che diventano donne”.

La serie ha come protagoniste 4 ventenni: Hannah, interpretata dalla stessa creatrice, Marnie (Allison Williams), Jessa (Jemima Kirke), Shosh (Zosia Mamet) . Le giovani ragazze vivono le loro prime insicurezze e tradimenti, sogni infranti, amori impossibili e problemi familiari. Ed è per questo che la maggior parte del pubblico femminile ci si immedesima e vive con loro le stesse emozioni.

Girls presenta anche moltissime scene di nudo, e la stessa Dunham ha mostrato decine di volte il suo corpo ‘non proprio perfetto e con qualche chilo di troppo’. Spesso è stato anche molto criticato proprio per queste scene ritenute troppo hot, ma lei risponde decisa alle accuse: “Siamo abituati ad associare il corpo nudo alla pornografia mentre invece troviamo atteggiamenti espliciti e provocatori nella pubblicità, nel cinema, anche senza nudi. Un corpo nudo è naturale e volendo mostrare un mondo reale non si può prescindere da questo. E poi la televisione e il cinema pullulano di violenza, eppure continuiamo ad oscurare la nudità. Mi sembra un paradosso e un segno di qualcosa di molto pericoloso a livello culturale”.

E all’accusa di rivolgersi solo a donne americane, bianche e benestanti si difende così: “Non ho mai avuto la presunzione di credere che la serie rappresenti l’intera America. E’ vero, le protagoniste sono bianche, benestanti e con uno specifico genere di problemi. Ma credo che alcuni di questi problemi siano generazionali. Non sapere ancora chi si è, non conoscere il mondo e non sapere cosa si vuole al di là dell’amore, queste sono sensazioni che oltrepassano i confini del mio paese”.