Ad aderire alla proposta per depenalizzare la cannabis sono stati esponenti sia di destra che di sinistra. Benedetto Della Vedova: “Anche in Italia vi è un approccio ispirato a una rigorosa analisi costi/benefici. Nei prossimi giorni annuncerò la data per il primo incontro per organizzare i lavori”

Benedetto Della Vedova

Sono già sessanta in Parlamento ad aver aderito alla proposta per la legalizzazione della cannabis. A ricordarlo orgoglioso è il senatore Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e promotore dell’iniziativa. “Si tratta di adesioni bipartisan, da parte di parlamentari di diversa estrazione politica. Ciò dimostra come anche in Italia un approccio pragmatico, ispirato a una rigorosa analisi costi/benefici, sia ormai sempre più diffuso sul piano politico-culturale e decisamente trasversale, non solo fuori ma anche dentro il Parlamento” ha detto, precisando che nei prossimi giorni annuncerà la data per un primo incontro e iniziare a organizzare il lavoro per avere sempre più consensi per la proposta di legge.

Il movimento ha raccolto adesioni sia a destra che a sinistra, da Roberto Giachetti, renziano doc, agli esponenti del Movimento 5 Stelle e gli ex M5S, ai democratici dell’opposizione come Pippo Civati, e persino un esponente di Forza Italia, l’ex ministro della Difesa Antonio Martino.

Per Della Vedova non si tratta ormai solo di essere favorevoli o meno alla legalizzazione della cannabis, ma piuttosto regolare un mercato che è già libero. Occorre quindi disciplinare, limitare e penalizzare l’uso delle droghe leggere, come si fa per l’alcol e il tabacco, “perché la repressione, finora, ha avuto costi altissimi e non è servita a contenere i consumi di hashish e marijuana”. “Ogni anno sono venduti tra 1,5 e 3 milioni di kg di cannabis, quantità che soddisfa una domanda di mercato di dimensioni gigantesche. Se dovessimo dividere per il numero di cittadini avremmo un consumo pari a 25-50 grammi a testa” ha spiegato il senatore. La sua proposta trae quindi slancio dall’‘oggettiva inadeguatezza’ di ogni sforzo repressivo tentato ogni giorno da un alto numero di forze dell’ordine e magistrati per contrastare dei fenomeni criminali legati allo spaccio. Sostanzialmente Della Vedova vuole quindi la depenalizzazione della materia per alleggerire di gran lunga la giustizia italiana rendendo più agile il lavoro nei tribunali.

In Parlamento sono diverse le proposte di legge che intervengono sulla materia e che puntano alla non punibilità della coltivazione e dell’utilizzo della cannabis, a disciplinarla per usi terapeutici, e a consentire la promozione per la produzione di alimenti, cosmetici, semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori, opere di bioingegneria e di bonifica dei terreni, e attività didattiche e di ricerca.