La Santa Sede ancora nel mirino. Papa Francesco, un caso così grave non può essere affrontato con ritardi. Disposto l’arresto del 66enne arcivescovo polacco Jozef Wesolowski, reo di pedofilia.

L’arcivescovo polacco Jozef Wesolowski arrestato per pedofilia

L’inchiesta era iniziata nell’estate del 2013 e condannava l’arcivescovo ed ex nunzio apostolico per adescamento di ragazzini nelle spiagge. Un diacono e collaboratore lo avrebbe aiutato accompagnandolo nei luoghi più noti per la prostituzione minorile di Santo Domingo, dove esercitava la sua carica dal 2008, o procurandogli diversi giovani con la quale praticare attività sessuali. L’arcivescovo 66enne, nominato da Giovanni Paolo II, viene arrestato nella notte del 23 settembre, dopo essere rimasto sprovvisto dell’immunità diplomatica in seguito ai fatti riportati. Questa la volontà espressa  da Papa Francesco, che sin dall’inizio del suo Papato lotta contro ogni tipo di irregolarità e abusi all’interno del Vaticano e non solo: “ un caso così grave non può essere affrontato con ritardi. Ci vuole giusto rigore e piena responsabilità da parte delle istituzioni che fanno capo alla Santa Sede”. Queste le parole del Papa che mobilitano all’istante gli organi giudiziari dello Stato. La detenzione del reo si è spostata però ai domiciliari per problemi di salute che lo colpiscono da qualche tempo. L’arcivescovo era stato richiamato da Papa Bergoglio nell’agosto dello scorso anno e rimosso all’istante dall’incarico in seguito alla notizia dei presunti abusi pedofili. A giugno era stato ridotto allo stato laicale. Richiede dunque appello per ottenere la possibilità di rimandare la parte penale. Possibilità assolutamente negatagli e sostituita, invece, da un’accelerazione senza precedenti per la chiusura dell’indagine.