Landini

Il progetto politico di Maurizio Landini sta per partire. La Fiom ha infatti aperto ufficialmente il cantiere della “coalizione sociale” che ha l’obiettivo di accorpare movimenti, reti e mondo dell’associazionismo per quella “domanda di giustizia sociale ora senza rappresentanza”. “Se non si fa qualcosa vedo la prospettiva della fine del sindacato confederale” ha detto Landini preparandosi all’incontro di domani nella sede nazionale del sindacato dove tenterà di “unire tutto quello che il governo sta dividendo”. “Se il governo gioca a 360 gradi, in maniera spregiudicata, occorre costruire una vasta alleanza” ha aggiunto il leader della Fiom, sottolineando più volte la necessità di una coalizione sociale e “mettere in campo una strategia che contrasti questo quadro”.

Ma al momento non vi è nessuna ipotesi di dar vita ad una nuova formazione politica, al contrario di quanto suppongono in molti sulle sue reali intenzioni, ovvero formare una sorta di Podemos italiana, sulla falsa riga della formazione di sinistra radicale spagnola. A questo Landini risponde: “Io non so parlare né spagnolo né inglese, parlo a malapena l’italiano. Quello di domani è solo l’avvio per dare sostanza a una lotta per cambiare il paese non come vogliono governo o Confindustria ma come vogliono le persone che hanno a cuore la giustizia sociale, la libertà e i diritti del lavoro”.

L’incontro di domani sarà un momento di riflessione e anche un dibattito libero e aperto. Sarà un’assemblea che preparerà anche la manifestazione del 28 marzo a Roma contro il Jobs Act e la partecipazione del sindacato a quella organizzata da Libera a Bologna, il 21 marzo, contro le mafie.

La “coalizione sociale” di Landini nasce da una certezza: la politica non è proprietà privata. Per questo “serve superare le divisioni, il frazionamento, le solitudini collettive e individuali e coalizzarsi insieme”. “La nuova coalizione sarà indipendente e autonoma. E insieme individueremo i punti di un programma che porterà ad una visione nuova del lavoro, della cittadinanza, del welfare e della società” ha concluso.