A volte i social network possono essere davvero “letali”. Lo dimostra un episodio accaduto nel Regno Unito che vede la morte “involontaria” di Richard Rovetto per mano di un amico che lo accusava di aver contattato la sua fidanzata su facebook. Adesso l’aggressore dovrà scontare 4 anni di pena

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La faccia nera di facebook

Spesso facebook può essere anche causa di incomprensioni e addirittura morti o suicidi. Basti pensare all’attuale assurdo episodio accaduto nel Regno Unito che vede protagonisti di una forte lite, purtroppo finita male, Scott Humprey di 27 anni, e Richard Rovetto, di 29. Humprey è stato arrestato a seguito della discussione che ha portato alla morte dell’amico. I due ragazzi, prima della disgrazia, si trovavano su un taxi che li avrebbe accompagnati a casa dopo una festa. Testimone dell’accaduto lo stesso tassista:” Se sei un buon amico perché hai contattato la mia ragazza più volte su facebook?”, avrebbe detto Humprey all’amico prima di scendere in Top Valley a Nottingham. La discussione nata già sul sedile posteriore del taxi per futili motivi, si è fatta più accesa sul marciapiede, quando Rovetto dopo varie scazzottate è caduto a terra sbattendo la testa, nonostante avesse risposto di non sapere che la ragazza che corteggiava fosse in realtà la fidanzata dell’amico. L’uomo, in seguito all’involontario incidente, è stato ricoverato subito in ospedale, dove muore poche ore dopo. Humphrey spaventato prima fugge dalla scena, ma poi si rivolge alla polizia ammettendo l’omicidio colposo. Adesso dovrà scontare la pena di 4 anni e 4 mesi e l’avvocato difensore assicura che l’imputato è davvero pieno di rimorsi per le sue azioni: ”Humprey non potrà mai dimenticare quel giorno. È davvero devastato dalla morte di Rovetto”. Il fratello della vittima, Jason Burley-Evans, 42 anni, scrive: “Questo è stato lo spreco di una vita. La sentenza non era quella che ci aspettavamo per rendere giustizia a Richard. Era una persona molto amata e sarà difficile per tutti noi andare avanti”.