L’animalista Andrea Cisternino, fondatore del rifugio per cani a Kiev non si arrende alle minacce e dopo l’incendio doloso di domenica, dove sono stati arsi 75 cani, ricostruirà il canile. Paolo Moschi: “L’Ucraina è una nazione sorella. Sui diritti degli animali, però siamo ancora troppo lontano dai diritti di base e c’è molto lavoro da fare”

Rifugio Italia

Incendio doloso appiccato da ignoti nel “Rifugio Italia”, una struttura aperta nel 2014 a Kiev, in Ucraina, dal fotografo animalista Andrea Cisternino. Il suo obiettivo è quello di ospitare nella sua sorta di ostello i cani randagi, per salvarli più che dalla strada da chi li vuole uccidere. Il suo lavoro è stato sin dall’inizio oggetto di minacce e boicottaggi, fino ad arrivare a questo ignobile gesto, dove sono stati bruciati vivi 75 cani.

“Volevo dire che stiamo bene, intossicati ma bene, una ragazza ferita lieve e purtroppo 75 nostri randagi uccisi, bruciati vivi, ora siamo stanchi, dopo cercherò di aggiornarvi”, ha scritto su Facebook Andrea Cisternino. In un post successivo si legge ancora: “Ci stanno telefonando molti ucraini che ci vogliono aiutare, speriamo che questa tragedia finalmente serva a qualcosa. Per la polizia ucraina come sempre non è colpa di nessuno”. Ma Andrea non si arrende: “Se credono che io me la faccio sotto si sbagliano. Non mi arrenderò alle minacce”.

“Mi sembra ancora non sia vero ma ho negli occhi i poveri corpi dei nostri cani carbonizzati, i cuccioli sono morti vicini, ho pianto troppo oggi, però vi chiedo di non insultare il popolo ucraino solo per pochi delinquenti, grazie”, ha poi aggiunto l’animalista.

Per aiutarlo a ricostruire il suo canile intanto è partita sui social, tramite l’hashtag #ANDREACISTERNINONONSEISOLO‬, una gara di solidarietà.

“Voglio esprimere la più totale solidarietà, mia e dell’amministrazione comunale di Volterra, per il vile gesto fatto nei confronti dell’opera di Andrea Cisternino”, ha detto Paolo Moschi, assessore del Comune di Volterra con delega alle politiche per la tutela degli animali: “L’Ucraina è una nazione sorella. Sui diritti degli animali, però, in molti Paesi siamo ancora troppo lontani dai diritti di base, e c’è molto lavoro da fare sulla sensibilizzazione dei cittadini, ma anche dei politici”, ha aggiunto.