Centinaia di studenti piangono le vittime della strage del campus universitario di Garissa per mano dei terroristi di Al-Shabab, e scendono a manifestare per pretendere dalle autorità maggiore sicurezza negli istituti. Un attivista per i diritti umani: “Strage prevedibile. Tutti diciamo che è stata la corruzione ad ucciderli”

lutto a Garissa

Dopo la strage nel campus universitario di Garissa, in Kenya, dove hanno perso la vita 148 persone per mano dei terroristi di Al Shabab, adesso è tempo del lutto, del dolore e della rabbia. La gente continua a manifestare per chiedere un risarcimento statale per le famiglie delle vittime, e pretendere dalle autorità maggiore sicurezza negli istituti. Secondo Boniface Mwangi, attivista per i diritti umani, era una strage già prevedibile: “Tutti in Kenya diciamo che è stata la corruzione ad ucciderli. Se non ci fosse stata corruzione in questo Paese tutto si sarebbe potuto prevenire”. Oggi è il terzo ed ultimo giorno di lutto nazionale, e a Nairobi si è tenuta una grande veglia con candele, foto dei defunti e fiori lasciati nel punto del parco in cui sono state piantate decine di croci ornate dalla bandiera del Kenya. Per la prima volta dopo il massacro le telecamere di una tv locale hanno avuto il permesso dalle autorità di entrare nell’Università di Garissa.

Molti degli studenti che chiedono più sicurezza si sono diretti verso l’ufficio del presidente Uhuru Kenyatta, per sottoporgli una petizione. “Quel che è troppo è troppo. Il governo deve affrontare seriamente il tema della sicurezza”, dice uno di loro. Altri hanno tenuto una marcia dopo la veglia in un parco di Nairobi in ricordo degli studenti uccisi dai terroristi del gruppo somalo.

Nel frattempo la polizia kenyana continua con la caccia ai responsabili del massacro e ha arrestato un sesto sospettato. Fino ad ora sono stati fermati 5 kenyani e un uomo originario della Tanzania ed è stato chiesto al tribunale di Nairobi di prolungare il loro fermo di altri 30 giorni per terminare l’inchiesta e definire i capi di imputazione.