La giovane afghana è stata linciata davanti una moschea con l’accusa di aver oltraggiato il Corano, e il suo cadavere è stato trascinato per centinaia di metri fino alla riva del fiume Kabul. Il capo della polizia investigativa: “Era innocente, non c’è uno straccio di prova contro di lei. i colpevoli saranno puniti”

donna afghana linciata

Uccisa con l’accusa di aver bruciato il Corano, ma era innocente. È la triste sorte di Farkhunda, una donna afghana di 27 anni affetta da gravi problemi psichici. Due giorni fa una folla inferocita l’aveva linciata all’ingresso di una moschea di Kabul per punirla di aver bruciato diverse copie del libro sacro islamico. Dopo averla presa a calci e pugni fino alla morte, non contenti i suoi esecutori hanno trascinato il suo cadavere per centinaia di metri, abbandonandolo poi sulle rive del fiume Kabul e dandogli fuoco.

“Era completamente innocente: non c’è uno straccio di prova a sostegno delle accuse di aver oltraggiato il Corano” ha detto il capo della polizia investigativa criminale, il generale Mohammed Zahir. Dopo l’episodio sono stati arrestate 13 persone e altrettanti poliziotti sono stati sospesi in attesa degli sviluppi delle indagini. “I colpevoli saranno puniti”, ha promesso il generale.

Dopo il rito funebre, la bara contenente il cadavere di Farkhunda è stata portata a spalla da un gruppo di attiviste afghane per i diritti delle donne e che chiedono giustizia per la povera vittima. “Portiamo noi la sua bara. Era una figlia dell’Afghanistan. Oggi è toccato a lei, domani toccherà a noi”, hanno detto le attiviste.
Grande tensione quando i familiari di Farkhunda hanno impedito di partecipare al rito funebre il religioso islamico Ayaz Niazi che aveva definito il linciaggio come “un atto giustificato”.

Il presidente Ashraf Ghani ha dato il compito a una commissione di alto livello composta da giuristi, studiosi islamici ed esponenti di movimenti femministi, per indagare a fondo sull’episodio tenendo presenti le leggi afghane. “Nessuno può trasformarsi in un giudice e punire i cittadini con un comportamento ripugnante e arbitrario contrario alla Legge islamica e alla giustizia”, ha sentenziato Ghani.