Laura Boldrini ha accusato il governo Renzi di non tener conto dei dissensi della Camera: “Non mi piace un uomo solo al comando”. Serracchiani e Delrio rispondono: “Nessun uomo solo. Ma leader”

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Laura Boldrini si era lamentata del disinteresse del governo per i pareri negativi delle Camere per quanto riguardasse la questione Jobs Act in commissione Lavoro e Bilancio. Il premier Matteo Renzi aveva infatti commentato alle sue opposizioni: “Un problema suo, non nostro. Noi mandiamo avanti il programma”. Ma a difesa del governo contro le critiche della minoranza Dem sui decreti attuativi della riforma del lavoro si pronuncia il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani: “Il Jobs Act è stato condiviso anche con la minoranza del Pd. Le critiche della Boldrini sono un eccesso”. “Mi è dispiaciuto che la terza carica dello Stato prenda una posizione così di fronte alle riforme del governo. Un eccesso rispetto alla sua posizione di garanzia”, ha poi aggiunto riferendosi alla Presidente della Camera Boldrini.

La Boldrini aveva espresso il suo dissenso con forti dichiarazioni accusatorie al modus operandi del governo di Matteo Renzi: “L’idea di avere un uomo solo al potere contro tutti e in barba a tutto a me non piace, non rispetta l’idea di democrazia”.

“Non trovo sia giusto parlare di ‘uomo solo al comando’. C’è un partito, il Pd, che rappresenta una base larga degli italiani e che dice che vanno fatte le cose. Renzi non decide da solo, ma decide di andare fino in fondo attraverso le scelte del partito. E fare le riforme non è una deriva autoritaria”, ha commentato la Serracchiani. Concorda con lei Graziano Delrio che in un’intervista ha detto: “Mai umiliato il Parlamento. Non esiste un uomo solo al comando. Esiste un leader e non c’è stata umiliazione per il Parlamento”. “Abbiamo il massimo rispetto del Parlamento. Con quei decreti pensiamo di aumentare complessivamente l’occupazione per la prima volta dopo anni di perdita”, ha spiegato il sottosegretario a Palazzo Chigi.