Candidato all’Oscar per i costumi e la scenografia, Vizio di forma arriverà nelle sale italiane a partire dal 26 febbraio 2015. Nel cast insieme all’espressivo Joaquin Phoenix ci saranno Josh Brolin, Owen Wilson, Reese Witherspoon e Katherine Waterson

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Sta per arrivare nelle sale italiane, a partire dal 26 febbraio 2015, l’attesissimo “Vizio di forma”, l’ultimo film di Paul Thomas Anderson, candidato all’Oscar per i costumi e la scenografia e che vede come protagonista Joaquin Phoenix. Proprio per l’occasione il regista e l’attore statunitense sono venuti a Roma per presentare la pellicola e raccontare alla stampa italiana la trama di “Vizio di forma”, ispirato all’omonimo romanzo di Thomas Pynchon, e alcune curiosità del set. Joaquin è già alla sua seconda esperienza lavorativa con Anderson, e dopo “The Master” adesso ha avuto il compito difficilissimo di interpretare Larry Doc Sportello, uno stravagante e malinconico investigatore. Il film racconta i sogni di un uomo capace di ricomporre il mondo in molte realtà psichedeliche. È ambientato nella Los Angeles del 1969, dove Larry Doc Sportello viene ingaggiato dalla sua ex Shasta per rintracciare il suo attuale fidanzato miliardario Mickey Wolfmann, che sarebbe al centro di una losca trama da parte della ex moglie. Quest’ultima, infatti, insieme al fidanzato, vorrebbe rapire l’ex e intascarne le fortune. Così Sportello viene costretto a rapportarsi con surfisti, tossici, rocker, uno strozzino assassino e altri personaggi particolari, in un mondo dominato dalla paranoia e dagli allucinogeni.

“Per ispirarmi e immedesimarmi nel personaggio non ho dovuto vedere film particolari, mi sono limitato a usare il libro di Pynchon. Il lavoro di ricerca e di ricostruzione è stato fatto da Paul, il suo ufficio diventa un mondo a parte quando inizia a lavorare a un nuovo film. Mi sono limitato a seguire le sue indicazioni. Personalmente non ho fatto sforzi particolari per interpretare Doc, la malinconia che rappresenta era già presente nel libro, non l’ho aggiunta io con la mia recitazione. Io lavoro solo d’istinto, non riesco a fare altrimenti”, ha spiegato Phoenix col suo solito velato ‘entusiasmo’. Poi parla anche del rapporto col regista sottolineandone i meriti: “Mi piace moltissimo lavorare con lui. È calmo e ti fa entrare dentro a un mondo particolare, ed è affascinante e divertente fare questo viaggio insieme. Le mie interpretazioni sono principalmente il frutto della guida dei registi. E in questo caso di Paul. Vorrei attribuirmi dei meriti e dire che sono un genio ma mentirei”, ha scherzato. Ma anche Anderson spende parole positive per il suo Doc Sportello: “In Doc si insinuano la malinconia e la paranoia e molto dipende da Joaquin che riesce a fare acrobazie con il viso”. Il regista ha appunto rivelato di aver puntato molto sul coinvolgente ed espressivo Joaquin Phoenix e su tutto il cast. Insieme a lui ci saranno altri confermati talenti come Josh Brolin, Owen Wilson, Reese Witherspoon e la scoperta Katherine Waterson, e ognuno di loro ha un ruolo fondamentale per il ritmo della storia. Una storia che va avanti tra malinconia e humour con una sceneggiatura abbastanza lineare, ma sperimentale dal punto di vista estetico. Sia il regista che l’attore hanno spiegato alla stampa italiana di essersi documentati sui temi affrontati nel film, e quindi sulla cultura hippie e il clima di quegli anni, attraversati da una dubbia etica morale. Infine Anderson ha voluto parlare anche dell’anima noir del suo film: “Il lato crime delle indagini di Doc Sportello, ovviamente, era già presente nel libro. Rientra in un’idea che Pynchon ha già affrontato in altri libri. Lui afferma che si potrebbe andare in cerca di risposte per tutta la vita, sempre dietro a misteri che non si svelano mai. La soluzione è o credere che tutto sia mosso da una fantomatica cospirazione o accettare che ogni cosa abbia un vizio di forma intrinseco dentro di sè.”