Il primo coinvolgimento del boia col terrorismo risale al 2009 e da allora i servizi segreti britannici lo tenevano sotto controllo, lasciandoselo però scappare più tardi in Siria. Adesso è polemica e l’intelligence dovrà dare qualche risposta

jihadi john

L’identità del boia dell’Isis, conosciuto come ‘Jihadi John’, era stata rivelata ieri con tanto di pubblicazione di una suo foto da adulto. Si tratta di Mohammed Emwazi, 27 anni il prossimo 17 agosto. L’immagine rinvenuta del giovane, che si è arruolato con gli estremisti dello Stato islamico, è stata presa dagli album studenteschi dell’Università di Westminster dove il boia si è laureato in informatica nel 2009. Nato in Kuwait, si era presto trasferito con la famiglia a Londra diventando cittadino britannico a tutti gli effetti. Il suo primo coinvolgimento con il terrorismo risale al 2007, quando fu coinvolto in una cellula di Londra ispirata ad al Shabab e fermato dalle autorità mentre cercava di entrare in Tanzania. Il giovane informatico era quindi nel mirino dell’intelligence britannica proprio da quel momento, e secondo quanto riportato, i servizi segreti, anche per sventare la minaccia che costituiva l’estremista, gli avevano addirittura proposto un lavoro da informatore, ma Emwazi è poi riuscito a sfuggire al loro controllo e partire per la Siria per unirsi all’Isis. Sembra anche che siano state proprio le pressioni affinchè diventasse un informatico dell’Intelligence, e quindi impossibilitato a tornare in Kuwait e cercare moglie e lavoro, a spingerlo verso la jihad. Infatti le autorità del Paese, sotto richiesta di quelle britanniche, gli avevano rifiutato il visto. Si accendono quindi le polemiche contro la Gran Bretagna , che si è lasciata sfuggire Emwazi nonostante avesse intuito che sarebbe diventato un grande pericolo. Il premier David Cameron difende i servizi segreti, ma ben presto dovranno uscire allo scoperto per dare qualche risposta a riguardo e contrastare la bufera che li ha travolti.

Il ministro della Giustizia uscente, Eric Holder, ha dichiarato che gli Stati Uniti uccideranno o cattureranno Jihadi John: “La promessa che posso fare agli americani, insieme ai nostri alleati, è che riterremo responsabili tutti coloro che si macchiano di questi atti atroci, barbari. E’ una cosa su cui ci concentriamo ogni giorno”.

“Spero che venga catturato vivo”, ha affermato Dragana Haines, la vedova di David Haines, uno degli ostaggi uccisi da jihadi John. “Se venisse ucciso in azione, quella per lui sarebbe una morte onorevole, e questa è l’ultima cosa che vorrei per uno come lui. Credo che debba essere portato di fronte alla giustizia”, ha aggiunto la donna.