Secondo il Sunday Times il boia dell’Isis avrebbe inviato alla famiglia un messaggio di scuse per i problemi causati dalla rivelazione della sua identità, ma in realtà i motivi di tale gesto potrebbero essere legati più a ragioni religiose che a un vero pentimento

Jihadi John

Mohammed Emwazi, 27enne britannico laureato in Scienze informatiche, noto ormai come Jihadi John, il boia dell’Isis, tramite una terza persona ha chiesto scusa alla sua famiglia per i problemi e i guai creati dalla rivelazione della sua identità. Lo ha riferito il Sunday Times britannico che ha spiegato anche in che modo sia arrivato il suo messaggio dalla Siria ai parenti, al momento tenuti sotto controllo dalla polizia in una località segreta del Regno Unito. A comunicare le parole e le scuse del boia dell’Isis è stato un conoscente comune, che è tornato per un breve periodo nel regno Unito dal Paese mediorientale. Secondo il quotidiano britannico, il messaggio più che un reale pentimento potrebbe essere legato invece a ragioni religiose. In base all’Islam infatti chi disobbedisce o crea preoccupazioni e problemi ai propri familiari può finire all’inferno.

Come già detto la famiglia di Jihadi John è sotto la protezione della polizia britannica (che costa al governo circa 7mila euro al giorno e per questo ha alimentato parecchie critiche), ad eccezione del padre, Jasim Emwazi, che si trova in Kuwait dove il governo locale gli ha chiesto di dissociarsi dal figlio completamente e apertamente. Lo stesso Jasim giorni fa aveva definito il figlio “un cane” e successivamente aveva dichiarato di non essere sicuro che fosse proprio Mohammed il boia di una delle decapitazioni del video diffuso dagli estremisti del mondo islamico.