Si tratterebbe di una sostituzione ‘ad hoc’ e non definitiva, valida solo per l’esame dell’Italicum. Una sostituzione senza precedenti e destinata a far rumore. Brunetta: “decisione aberrante”

Renzi

L’ufficio di Presidenza del gruppo Pd ha deciso di sostituire i dieci membri della minoranza Dem presenti in commissione Affari Costituzionali. Alcune fonti Pd rivelano che si tratterebbe di una sostituzione ‘ad hoc’ e non definitiva, valida quindi solo per l’esame dell’Italicum e in linea con quanto deciso nell’assemblea dei deputati Pd.

Nel corso della riunione, svoltasi ieri sera, gli esponenti della minoranza Pd, pur accettando la decisione del gruppo, hanno voluto precisare però che quello delle sostituzioni dei dieci membri della commissione non sia “un passaggio indolore”.

Verranno sostituiti Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Rosy Bindi, Andrea Giorgis, Enzo Lattuca, Alfredo D’Attorre, Barbara Pollastrini, Marilena Fabbri, Roberta Agostini e Marco Meloni. I nomi dei deputati che subentreranno al loro posto saranno invece diffusi prima dell’inizio delle votazioni sugli emendamenti, previsto domani alle 14,30. Non dovrebbe invece essere sostituito Giuseppe Lauricella, esponente della minoranza sempre molto critico verso il testo dell’Italicum, che tuttavia ha spiegato che seguirà le indicazioni del gruppo in commissione.

La sostituzione, operata sulla base dell’art. 19 del regolamento della Camera, appare, per numero, senza precedenti ed è destinata a far rumore. Il M5S minaccia di abbandonare la commissione, al suo fianco anche Sc, mentre Sel, FI e Lega non hanno ancora annunciato alcun Aventino, ma i toni sono durissimi. Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, ha ad esempio definito ‘aberrante’ la sostituzione dei dissidenti Pd.