Ancora terrore a Istanbul, dove sono stati sventati due attacchi: uno alla sede del partito islamista Akp del presidente Erdogan, e l’altro alla sede della questura, dove è rimasta uccisa una donna kamikaze e arrestato il complice

attentato Istanbul

Turchia ancora sotto attacco. Il giorno dopo il sequestro del magistrato Mehmet Selim Kiraz, è stato sventato un attacco alla sede del partito islamista Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan, mentre altri due terroristi hanno attaccato la sede della questura di Istanbul, dove una donna kamikaze è stata uccisa e un altro assalitore è stato arrestato. È successo nel tardo pomeriggio di ieri quando la donna e un suo complice avevano aperto il fuoco contro l’edificio che ospita il quartier generale della polizia. Gli agenti hanno dunque risposto con prontezza all’attacco dove è rimasta uccisa la donna e ferito un poliziotto. La terrorista è stata poi immortalata in una foto, riversa a terra e priva di vita, con una folta chioma rossa sul volto e il fucile a tracolla. Il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha riferito poi che la donna portava con sé anche una bomba che gli artificieri hanno disinnescato poco dopo.

L’attacco è arrivato a meno di 24 ore dall’incursione nella procura di Istanbul di due militanti di un gruppo marxista radicale, che hanno tenuto per ore un magistrato in ostaggio, minacciando di ucciderlo. Il magistrato stava indagando sulla morte di Berkin Elvan, un quindicenne morto l’11 marzo 2014 dopo 269 giorni di coma provocato da una granata lacrimogena della polizia a Istanbul, durante le proteste anti-governative del giugno 2013. I media turchi hanno riferito che gli assalitori volessero una confessione pubblica sulla loro responsabilità riguardo alla morte del ragazzo.

All’alba c’è stata un’operazione da parte della polizia culminata con l’arresto di 32 sospettati del Dhkp-C, il gruppo che aveva rivendicato il sequestro del magistrato. 22 sono i fermi ad Antalia, nel sud, 5 a Eskisehir e altri 5 a Smirne.

Questi fatti accrescono ancora di più l’allerta in un Paese già in fibrillazione in vista delle elezioni politiche del 7 giugno, dove Erdogan col suo partito Akp mira a conquistare 400 dei 550 seggi parlamentari in modo da riformare la Costituzione. E proprio pensando alle vicine elezioni, il premier Ahmet Davutoglu, aveva lanciato l’allerta per il rischio di un aumento della violenza, esortando tutti i partiti a “formare un fronte unito contro il terrorismo”.