I militanti dell’Isis hanno ucciso 15 dei centinaia di ostaggi presi nei villaggi in Siria e in Iraq. Fonti non rinvenute parlano di una esecuzione di massa che potrebbe avvenire oggi. Gentiloni: “Genocidio inaccettabile”

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L’Isis aveva fatto irruzione pochi giorni fa in alcuni villaggi in Siria e in Iraq prendendo in ostaggio centinaia di cristiani assiri forse con lo scopo di chiedere un riscatto. Adesso sembra che abbia iniziato a giustiziarli, e da quanto riportato le prime vittime sarebbero 15, tra cui una donna, prigionieri nel governatorato siriano di Hassake, al confine Nord-orientale con l’Iraq. Lo conferma anche il vescovo archimandrita Emanuel Youkhana che ha detto: “Molti di loro stavano difendendo i loro villaggi e le loro famiglie”. Secondo Youkhana tra gli ostaggi ci sono anche moltissime donne e bambini e i prigionieri cristiani, in totale circa 350, sono stati rapiti dai militanti estremisti nei villaggi di Tel Jazira, Gouran, Tel Feytha e Qabir Shamiya, e concentrati poi a Um Al-Masamier. Ancora non sono emerse informazioni circa le modalità di esecuzione, eccetto che per la donna che sarebbe stata decapitata e due uomini uccisi con colpi di arma da fuoco nel villaggio di Tel Hormidz.

Come riferito da Radio Vaticana, Papa Francesco sta seguendo con apprensione la drammatica sorte degli ostaggi dell’Isis e dal suo ritiro di Ariccia prega continuamente per la popolazione civile e per la minoranza cristiana di Iraq e Siria.

Nel frattempo sono state scoperte due fosse comuni con circa cento cadaveri, in una zona a Nord di Baghdad, dove le milizie jihadiste sono state recentemente costrette a ritirarsi dalle truppe regolari. A riferirlo l’Alta commissione irachena per i diritti umani. “I cadaveri appartengono probabilmente a residenti locali uccisi dall’Isis. Tra loro vi sono bambini e donne”, ha annunciato un componente della commissione.
Una fonte non rinvenuta riferisce che potrebbe avvenire una esecuzione di massa oggi, venerdì 27 febbraio, all’interno della Moschea di Bab Alfaraj, villaggio sunnita della zona.

Dopo la notizia dell’ennesimo orrore dell’Isis il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni si è espresso così: “Genocidio inaccettabile. Esprimo la più ferma condanna delle violenze a sfondo religioso ed etnico, perpetrate in modo feroce in Siria. Sistematiche violazioni di diritti fondamentali e genocidio di comunità millenarie sono inaccettabili”.