Iraq, sfilata miliziani sciiti

L’ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti umani chiede che i jihadisti dello Stato Islamico siano processati dal Tribunale penale internazionale con l’accusa di aver compiuto un genocidio contro la minoranza degli yazidi in Iraq. Dal rapporto diffuso oggi si legge: “L’Isis può aver commesso tutti e tre i crimini più gravi riconosciuti dalla comunità internazionale, e cioè crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio”. Le loro vittime sono soprattutto le minoranze etniche e religiose, inclusa la comunità cristiana, ma anche donne e bambini.

Il documento redatto dall’Onu e stilato in base a un centinaio di interviste riporta un elenco interminabile di orrori compiuti dal fondamentalismo islamico che violano i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e il diritto umanitario, ovvero omicidi, torture, stupri, schiavitù sessuale e l’uso di bambini soldato e donne kamikaze. L’Onu denuncia che “donne e bambini catturati dall’Is sono stati trattati come prede di guerra e spesso stuprati o sottoposti a schiavitù sessuale”. E ancora vengono citati i Tribunali della Sharia, la legge islamica, e sentenze crudeli come l’amputazione o la lapidazione. Viene ricordato che addirittura poche settimana fa tredici adolescenti sono stati condannati a morte semplicemente per aver guardato una partita di calcio.

Quindi l’ufficio della Nazioni Unite per i Diritti umani chiede che il Consiglio di sicurezza dell’Onu “consideri di riferire la situazione in Iraq al Tribunale penale internazionale”.