È successo il 12 gennaio, quando dei ragazzini iracheni sono stati uccisi in pubblico per aver tifato la loro squadra di calcio

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I miliziani dell’Isis continuano a seminare terrore nel quartiere di al-Yarmuk, a Mosul. Vittime delle loro inaudite violenze 13 ragazzini iracheni, che sono stati massacrati solo per aver tifato la loro nazionale mentre giocava contro la Giordania (1-0) nell’ambito della Coppa d’Asia, al momento ancora in corso in Australia. Le uccisioni sono avvenute il 12 gennaio, ma riportate solo ieri sera dai media internazionali. Secondo un sito web di un gruppo di attivisti dal nome ‘Raqq is being slaughtered silently’ (Raqqa viene macellata in silenzio) i ragazzini prima sono stati catturati nel loro quartiere, e poi sono stati uccisi in pubblico a colpi di mitragliatrici perché rei di aver violato la sharia guardando la partita di calcio. I loro corpi sono rimasti esposti a terra per un po’ sotto gli occhi disperati dei genitori, che per timore di essere uccisi anche loro dai jihadisti non hanno potuto avvicinarsi per recuperarli. Sempre dallo stesso sito web, che documenta segretamente la violenza e l’oppressione che la città è costretta a subire, si evince che, prima di proseguire con l’esecuzione, i militanti hanno annunciato con un megafono che i ragazzini avevano commesso un crimine e dovevano essere puniti con la morte.

La loro uccisione è avvenuta solo pochi giorni dopo che l’Isis aveva pubblicato un video dove si vedevano due uomini uccisi dopo essere stati spinti da una torre a Mosul. La loro colpa invece era quella di essere omosessuali. E secondo l’interpretazione islamica radicale della sharia tutti i rapporti omosessuali devono essere condannati. Le accuse contro di loro sono state lette da un jihadista mascherato con una piccola radio portatile. In realtà la sharia consentirebbe la pena di morte solo in quattro casi ben precisi, ossia l’omicidio ingiusto di un musulmano, adulterio, bestemmia contro Allah (da parte di persone di qualunque fede) e apostasia ( abbandono volontario della propria fede). Tutte le altre sentenze di morte, come nel caso dei ragazzini che hanno guardato una partita di calcio o appunto le condanne per omosessualità, in stati come l’Iran, la Nigeria o l’Arabia Saudita, sono la conseguenza del disposto di legislazioni extra-sciaraitiche.

Intanto gli uomini del califfato, sempre attraverso un video, hanno comunicato di avere sequestrato due cittadini nipponici e hanno chiesto per la loro salvezza ben 200 milioni di dollari. Se entro 72 ore non riceveranno il denaro richiesto gli ostaggi verranno uccisi senza pietà.