L’allora 19enne Reyhaneh Jabbari verrà impiccata domani, 1 ottobre, per aver ucciso l’aggressore che aveva tentato di stuprarla. Il presidente della Ong iraniana Neda Day chiede che sia graziata.

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Iran, pena di morte per una giovane donna vittima di stupro

Reyhaneh Jabbari è detenuta da sette anni in un carcere vicino a Teheran, da quando uccise il suo aggressore colpevole di tentato stupro. La giovane donna all’epoca non ebbe il permesso di invocare la legittima difesa, in quanto lo stupratore lavorava per il ministero dell’intelligence. Dopo l’accaduto si costituì subito e fu costretta a confessare l’omicidio, che in Iran prevede la pena di morte. Dopo il rinvio a giudizio dell’aprile scorso, purtroppo le sue sorti sono ormai scritte . Verrà impiccata domani mattina, senza la clemenza di Rohani, capo di Stato iraniano. Continue e vane sono state, infatti, le richieste di Taher Djafarizad – presidente della Ong iraniana Neda Day che lotta da  tempo contro la pena di morte in Iran – di concedere la grazia a Reyhaneh che ha come unica colpa quella di essersi difesa da uno stupro.