Asia Bibi

Una donna cristiana madre di 5 figli, Asia Bibi, era stata condannata a morte per blasfemia. Succedeva 4 anni fa nel Pakistan e ieri la corte di Lahore, nonostante le continue richieste di clemenza da parte degli avvocati difensori hanno confermato la condanna di primo grado, ossia proprio la pena di morte. La sua sorte è stata decisa in seguito alle accuse delle donne del suo villaggio, che dopo una lite con Bibi avevano riferito i suoi insulti al profeta Maometto. In Pakistan sono state introdotte le leggi sulla blasfemia nel 1986 con l’intento di proteggere l’Islam e la sensibilità religiosa della maggioranza musulmana. Per Amnesty International la sentenza di ieri è stata semplicemente una grave ingiustizia. Adesso suo marito si rivolgerà agli avvocati per fare appello alla Corte Suprema, terzo e ultimo grado di giudizio in Pakistan. Ultimo barlume di speranza, quindi, per i suoi familiari e per Asia stessa, che già ai tempi aveva avuto più di 400 mila firme per la sua liberazione e il pubblico appello di Papa Benedetto XVI.