divorzio breve

Se entrambi i coniugi sono d’accordo basteranno 6 mesi per divorziare. Un anno se si tratta di un addio giudiziale. Il Senato ha infatti dato il via libera al cosiddetto “divorzio breve” approvandolo a larghissima maggioranza, con 228 voti a favore, 11 contrari e altrettanti astenuti. Il provvedimento passerà alla Camera per la terza lettura, dato che nel suo iter a palazzo Madama è stato modificato. Sono stati quindi tagliati drasticamente i tre anni di separazione necessari nelle norme attuali per ottenere lo scioglimento di un matrimonio, scendendo a 12 mesi, suscettibili però di dimezzamento in caso di separazione consensuale. È stata invece stralciata la modifica più rischiosa che prevede l’introduzione del “divorzio lampo”, cioè senza separazione, riservato a chi non ha figli minorenni, disabili, o minori di 26 anni non autosufficienti. Sia all’interno del Pd che nel Ncd ci sono infatti opinioni contrarie. Una riunione del gruppo democratico tenuta stamattina ha infatti votato massicciamente a favore dello stralcio, con soli sei contrari e tre astenuti.

La senatrice del Pd Rosanna Filippin tornerà a proporre il divorzio diretto in una legge a parte che il partito, come assicura il capogruppo Zanda, si impegna già a sostenere, ma che insistendo a farlo in questa legge “temiamo che il provvedimento possa ritardare moltissimo la sua approvazione o, addirittura, trovare ostacoli politici per cui possa finire incagliato”, e invece l’obiettivo è portare a casa il divorzio breve. “Dalla Camera ho avuto rassicurazioni che approveranno la legge in tempi brevi. Se tutto andrà come deve andare, sarà legge entro l’estate, una grande vittoria. Questa legislatura si sta rivelando molto costituente, anche sui diritti civili. E questo è solo il primo passo” ha detto la Filippin.

“L’approvazione da parte del Senato del divorzio breve rappresenta una splendida notizia. Auspichiamo che la Camera dei deputati sappia approvare definitivamente la legge in tempi brevissimi”, ha detto il deputato di Forza Italia, Luca d’Alessandro, segretario della commissione Giustizia alla Camera. Si accoda anche Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera, che ha affermato: “Dopo tanti tentativi andati a vuoto nelle scorse legislature, stavolta siamo vicini al traguardo. E’ una legge doverosa in linea con i tempi e con gli altri Paesi, è un passo avanti di civiltà giuridica e sociale”.

“Felice per l’approvazione in Senato del testo sul cosiddetto divorzio breve. E’ una norma di civiltà che il nostro Paese aspettava dal 2003. Personalmente avrei preferito che nel testo approvato non si rinunciasse al divorzio diretto ma se il rischio era quello di non portare a casa questo importante risultato, per adesso va bene così”, ha dichiarato invece Valeria Valente, deputata del Partito Democratico e presidente del Comitato Pari Opportunità della Camera.