Uno dei più ricercati protagonisti della Shoah e responsabile della deportazione di 128500 ebrei, che visse la sua vita da convinto nazista. Aveva detto: “Mi pento solo di non averne uccisi di più”

ALOIS BRUNNER (UNDATED)

Finisce la caccia di Alois Brunner, uno dei gerarchi nazisti più ricercati al mondo. Il terribile collaboratore di Adolf Eichmann, responsabile della deportazione di oltre 128500 mila ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, era da moltissimo tempo nella lista dei “wanted” del Simon Wiesenthal Center, che nel 1962 riuscì a catturare proprio Eichmann. Il desiderio di Israele era quello di catturarlo e processarlo per tutti i crimini commessi, ma Brunner probabilmente morto nel 2010 non ha dato nemmeno la soddisfazione di poter compiere giustizia. “Nuove informazioni ottenute da un ex 007 tedesco ci portano a ritenere con una robusta certezza che Brunner sia stato seppellito in un luogo segreto a Damasco nel 2010 e sia morto senza pentirsi degli orrendi crimini commessi”, ha dichiarato il cacciatore di nazisti del “Simon Wiesenthal Center”, Efraim Zuroff. L’unica intervista che Brunner ha voluto concedere a Damasco fu nel 1985, dove disse ad un magazine tedesco: “Mi pento solo di non aver ucciso più ebrei”. Un vero mostro fino alla fine dei suoi giorni. Tra le sue vittime ci furono almeno 345 bambini. Eichmann lo riteneva il “suo uomo migliore”, e gli diede il compito di gestire la deportazione di 47 mila ebrei austriaci, 44 mila ebrei greci, 23500 ebrei francesi e 14 mila ebrei slovacchi, che furono trasportati in vagoni-bestiami e assassinati nei lager. Fu condannato all’ergastolo in Francia, nel 2001, per crimini contro l’umanità, e sopravvissuto a due tentativi di assassinio, riuscendo a non farsi mai catturare.