Tre le operazioni attuate solo ieri, 21 settembre, dalle navi della marina militare del progetto “Mare Nostrum”. I soccorsi hanno portato in salvo numerose persone durante il loro viaggio della speranza, tra cui anche i sopravvissuti al naufragio di un gommone a circa 30 miglia dalle coste libiche che conta 10 morti e 30 dispersi.
Per il gruppo d’azione contro il traffico di esseri umani (Greta) l’Italia non presta particolare attenzione a questo fenomeno. Infatti tra il 2009 e il 2012 dei migliaia di mercanti processati, solo 14 sono stati i condannati, mentre tutti gli altri sono riusciti a farla franca. Un numero quindi altamente insufficiente per arginare lo sfruttamento di tali viaggi. I dati che arrivano all’Italia si concentrano infatti  soprattutto sulle vittime sfruttate sessualmente, quindi donne e minori costretti alla prostituzione, piuttosto che a quelli sfruttati nell’ambito domestico e agricolo o ai minori mandati a chiedere l’elemosina.
“l’Italia  deve adottare con urgenza un piano d’azione nazionale  che definisca priorità, obiettivi, e attività concrete e responsabili per la loro attuazione e rafforzare gli sforzi per assicurare che i crimini inerenti alla tratta vengano processati velocemente”. Questo è quanto si evince dal rapporto scritto e speranzoso del Greta. Incassa il colpo la giustizia italiana che, precipita a questo punto alla fine della classifica tra i Paesi che combattono questa grave tematica.