Oggi la commemorazione del 100° anniversario del genocidio armeno, dove persero la vita migliaia tra intellettuali, scrittori, operai e gente comune, nelle “marce della morte” messe in atto dai Giovani Turchi con l’ausilio dell’esercito tedesco, durante le quali le persone morirono di fame, malattia o sfinimento. Alla cerimonia Putin, Hollande e i capi di Stato di Serbia e Cipro

genocidio armeno

Oggi la commemorazione del centenario dal massacro degli armeni. Ieri invece le vittime, un milione e mezzo di persone, sono state dichiarate sante. La Chiesa armena ha infatti celebrato la canonizzazione delle vittime del genocidio armeno perpetrato dai turchi ottomani, nonostante le critiche della Turchia alle parole di Papa Francesco che ha definito i fatti del 1915 come “il primo genocidio del XX secolo”. “Non vi è famiglia armena ancora oggi, che non abbia perduto in quell’evento qualcuno dei suoi cari: davvero fu quello il “Metz Yeghern”, il “Grande Male”, come avete chiamato quella tragedia”, aveva detto il Papa lo scorso 12 aprile. La cerimonia, svoltasi proprio il giorno prima della commemorazione ufficiale di oggi del centenario del massacro, ha avuto luogo presso la principale cattedrale armena, quella di Echmiadzin, vicino alla capitale Erevan. Una ventina di Paesi, tra cui Francia e Russia, hanno riconosciuto che si tratta di genocidio, ma la Turchia però rifiuta questo termine e parla invece di una guerra civile in Anatolia con tanto di conseguente carestia, nella quale morirono tra le 300 mila alle 500 mila armeni e turchi.

Oggi Erevan, capitale dell’Armenia, si ferma per commemorare il 100esimo anniversario del genocidio armeno, dove persero la vita migliaia tra intellettuali, scrittori, operai e gente comune, nelle “marce della morte” messe in atto dai Giovani Turchi con l’ausilio dell’esercito tedesco, durante le quali le persone morirono di fame, malattia o sfinimento. Alla cerimonia, al Memorial Dzidzernagapert (“forte delle rondini”), due importanti interventi, quelli del leader del Cremlino Putin e del presidente francese Hollande. Il presidente Serzh Sargsyan, accompagnato dalla moglie, ha visitato il memoriale di Tsitsernakaberd in onore delle vittime del genocidio e ha deposto una corona di fiori, mentre centinaia di migliaia di cittadini visiteranno nelle prossime ore il memoriale. Numerose le delegazioni straniere che prenderanno parte alla cerimonia. Presenti anche i capi di Stato di Serbia e Cipro, oltre a rappresentanti istituzionali di molti paesi.