Il primo farmaco a base di staminali verrà prodotto a Modena e sarà in grado di ricostruire le cornee danneggiate donando di nuovo la vista ai malati. Esperto: “Ripristino della visione per l’80% dei casi”

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La ricerca non si ferma mai e mai smette di stupire. A breve arriverà infatti un efficace farmaco contro la cecità. Dopo tantissimi anni di sperimentazione e sacrifici, precisamente 20, la Commissione Ue ha autorizzato il primo farmaco nella storia a base di cellule staminali. Si tratta di una cura in grado di ricostruire le cornee danneggiate donando di nuovo la vista ai malati. La cura arriva proprio dall’Italia, precisamente da Modena, terra di eccellenze, grazie alla lunga ricerca di esperti come Graziella Pellegrini e Michele De Luca dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Ma tutto è iniziato negli Stati Uniti, dove De Luca ha imparato a coltivare le cellule staminali epidermiche per la rigenerazione della pelle nei gravi ustionati. Questa tecnica la esporterà in un secondo momento in Europa, dove approfondirà insieme alla Pellegrini lo studio delle staminali della superficie oculare. “Abbiamo scoperto che le cellule che consentono la rigenerazione della cornea risiedono in una piccola area al confine tra cornea e congiuntiva chiamata limbus. Quando ustioni termiche o chimiche della superficie oculare danneggiano irreversibilmente la riserva di staminali la superficie corneale smette di rigenerarsi e la congiuntiva si opacizza rendendo impossibile la visione”, ha sottolineato la Pellegrini. “Basta solamente un millimetro di tessuto oculare integro per poter ricostruire in laboratorio l’intera superficie dell’epitelio che ricopre la cornea”, ha poi aggiunto lo scienziato De Luca.

Il ‘ farmaco’ a base di staminali è stato chiamato Holoclar e verrà prodotto nei laboratori di Holostem Terapie Avanzate di Modena, strettamente collegati col Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari”. I risultati che si stanno ottenendo con questi tessuti sono davvero eccezionali e danno una speranza concreta a molti malati. Tali tessuti sono simili ad una lente a contatto, ma molto più morbidi, e il recupero della vista grazie al farmaco è assicurato senza effetti collaterali e questo perché le cellule provengono dal paziente stesso. “Verranno selezionati con cura i malati che presentano le caratteristiche per essere trattati, nel caso di lesioni superficiali il ripristino della visione avviene in circa l’80% dei casi”, ha detto l’esperto.