Nella sua seconda opera Giorgia Farina racconta 24 ore di vita di un’eroina negativa e cattivissima che trama la sua vendetta ai danni dell’ex capo e amante. Il film sarà nelle sale da domani, 26 marzo e nel cast vedremo anche Adriano Giannini, Libero De Rienzo, Iaia Forte, Elena Sofia Ricci, Thony e Monica Nappo

Ho ucciso Napoleone

Giorgia Farina dopo il felice debutto con “Amiche da morire” ritorna con una nuova opera dove tratta tematiche a lei care: la vendetta femminile e l’amicizia tra donne che si coalizzano per far fronte all’emergenza. Il film in questione, che uscirà nelle sale domani 26 marzo, si intitola “Ho ucciso Napoleone” e la protagonista assoluta è Micaela Ramazzotti, che interpreta Anita, una cattivissima manager rampante che nel giro di poche ore si ritrova incinta, scaricata dall’amante e licenziata. Così inizia a tramare la sua vendetta ai danni dell’ex amante e degli ex colleghi.

La Ramazzotti, che spesso porta sul grande schermo personaggi molto dolci e delicati, si è detta subito pronta ad affrontare questa nuova sfida: “Gli attori non sanno mai veramente chi sono e quindi indossare un abito nuovo, una pettinatura diversa mi ha permesso di entrare nel mondo di questa donna rigida, rigorosa, calcolatrice. Con i suoi abiti di marca e le mani sempre curate mi ha ricordato certe donne di Hitchcock, o la protagonista del Diavolo veste Prada. Per renderla credibile ho fatto un lavoro sul campo, sono andata ad osservare da vicino delle vere manager farmaceutiche e posso confermare che sono iene come il mio personaggio. D’altronde quando noi donne siamo al comando ci ritroviamo a dover dimostrare di essere più brave, più in gamba. E’ la nostra croce”.

Nel cast anche Adriano Giannini (capo e amante di Anita), Libero De Rienzo (avvocato che avrà un ruolo chiave nel programma di vendetta della protagonista), e ancora Iaia Forte, Elena Sofia Ricci, Thony e Monica Nappo, amiche della protagonista, che come ha preteso la regista trentenne rappresentano la solidarietà femminile, la sensibilità e l’empatia che si può creare tra donne a dispetto di quello che spesso viene risaltato nei film, come nella vita stessa, e cioè che le donne si sentono sempre rivali tra loro, che lottano per un uomo o per un posto di lavoro pestandosi sempre i piedi a vicenda. Non è il caso di Anita e delle sue amiche del “parchetto sotto l’ufficio” che si rafforzano stando unite e aiutandosi in ogni occasione, anche con la cattiveria. Anita è infatti, come spiega la stessa regista, “una diavolessa, un satanasso, detesta gli uomini e si porta dentro ferite profonde dell’animo e le conseguenze di famiglie disastrate”. Ma la protagonista non si arrenderà, non si piangerà addosso, e studierà nei dettagli la sua vendetta. “Ho ucciso Napoleone” usa i toni pulp di una dark comedy che guarda al futuro e ruota intorno a 24 ore della vita di Anita, una donna che inizia ad accettare quello che è: moglie, madre, amante ed eroina negativa.