Il ministro delle finanze tedesco ha riferito che il Bundestag ha votato per il prolungamento degli aiuti in Grecia per altri 4 mesi: “Il nostro futuro è buono solo con una Europa unita”

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Il piano di aiuti per Atene si prolungherà per altri quattro mesi. Il via libera all’accordo tra la Grecia e la Ue è stato votato a larga maggioranza dal parlamento tedesco. Lo riferisce il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble che rivolto al Bundestag ha precisato: “Noi tedeschi dobbiamo fare tutto per far sì che l’Unione europea resti insieme. Il nostro futuro, e in particolare quello della Germania, può essere buono soltanto nell’Europa unita”. Schaeuble aveva preso posizione all’indomani della pubblicazione di un sondaggio della Bild secondo cui solo un tedesco su cinque sarebbe favorevole all’estensione del piano di aiuti alla Grecia. “La votazione di oggi non sarà facile per voi parlamentari, così come è stata difficile la discussione con il governo greco dopo le elezioni, e anche negli ultimi giorni e nelle ultime ore”, aveva aggiunto prima che il suo appello fosse giunto ad un accordo.

Il ministro delle Finanze tedesco aveva anche aggiunto che il voto sarebbe servito anche a dare più tempo alla Grecia, per realizzare con successo il suo programma. “Aiutiamo la Grecia, in misura straordinaria, per darle il tempo di diventare di nuovo competitiva sul mercato. Non si tratta di cambiare il programma. Se la Grecia volesse cambiare il programma, questo dovrebbe essere valutato dalle tre istituzioni, che noi in modo sintetico abbiamo chiamato troika, e poi dall’Eurogruppo”, aveva dichiarato, aggiungendo che “i parlamentari tedeschi dovrebbero pronunciarsi di nuovo”. E così è stato. Berlino ha detto sì all’accordo per il prolungamento degli aiuti alla Grecia. Ma il ministro non si astiene ugualmente dal lanciare nuovi moniti verso Atene: “La Grecia non può decidere da sola quando di mezzo ci sono soldi dei contribuenti di tutti i paesi e non deve fare ricatti”.

Il via libera era quasi ovvio, tuttavia non sono mancate le voci critiche nella stessa maggioranza. Torsten Frei, deputato del Cdu, il partito della Merkel, ha infatti rilevato che in Germania c’è un tasso di suicidi tre volte più elevato di quello della Grecia, mentre il collega Klaus-Peter Willsch ha invece fatto ricorso alla classica metafora dell’auto usata: “non ne comprerei mai una da Tsipras o Varoufakis”.