Altre grane per la leader del partito francese di destra che da ieri è in continuo scontro col padre Jean-Marie, espulso dal partito che lui stesso ha fondato nel 1972. Oggi è arrivata l’inchiesta della magistratura che le attribuisce finanziamenti illeciti per le elezioni del 2012

le pen

Nuovi guai per Marine Le Pen. Mentre continuano gli scontri con il padre Jean-Marie, la leader del Front National è finita al centro di indagini della magistratura francese per finanziamento illecito per le campagne elettorali, presidenziali e legislative, del 2012. Insieme a lei sono nel mirino il senatore David Rachline, sindaco di Freius, e Nicolas Bay, deputato europeo e segretario generale del FN. La notizia è stata riportata dal quotidiano Le Monde in concomitanza coi duri scontri tra Marine e il padre, che non ha affatto accettato la procedura disciplinare che sua figlia ha avviato nei suoi confronti. Jean-Marie infatti, fondatore dello stesso Front National nel 1972 aveva parlato in un’intervista di antisemitismo e razzismo primario, cosa poco gradita dalla figlia, che ha chiesto così la sua espulsione dal FN.

Proprio ieri sera la leader del partito francese ha partecipato ad una trasmissione tv dove ha preso le distanze dalle provocazioni razziste e xenofobe del padre che ha poi replicato: “L’intervista della signora Le Pen mi lascia sbalordito. Non riesco a capire le cause delle sue azioni, le tappe della sua evoluzione. La signora Le Pen sta provocando l’esplosione, aveva la possibilità di avere risultati vincenti e si crea da sola un’enorme difficoltà con il fondatore del suo partito che, in più, è anche suo padre”.

Il quotidiano Le Monde scrive ancora: “In pieno psicodramma politico-famigliare (ieri è stata avviata la procedura di espulsione del padre, Jean-Marie, a causa delle sue dichiarazioni antisemite), Marine deve parallelamente affrontare la minaccia giudiziaria”.

Questa mattina, prima che si diffondesse la notizia dell’inchiesta su cui sta indagando la magistratura con l’accusa di finanziamento illecito il proprietario della Riwal, agenzia ‘prestatrice di servizi’ del Front National, il padre della leader del partito francese di destra aveva annunciato: “Andrò a difendermi, ma anche ad attaccare”.

Prima di questa inchiesta il FN era già finito al centro di grane giudiziarie, quando appena un mese fa venti assistenti del partito al Parlamento europeo erano stati accusati di frode e di non lavorare realmente alla sede di Bruxelles.