Il film, che uscirà domani, 19 marzo, è una commedia sulla trasformazione, il desiderio di maternità e la sessualità, con un finale ambiguo e sorprendente. Nel cast Anais Demoustier e Romain Duris

una nuova amica

Francois Ozon ha presentato alla Casa del Cinema a Roma la sua nuova commedia, dalle tinte hitchcockiane, intitolata “Una nuova amica” che vede protagonisti l’attrice Anais Demoustier, classe 1987, che ha lavorato recentemente al film “Au fil d’Ariane” di Robert Guédiguian e “Bird People” di Pascale Ferran, e Romain Duris, conosciuto in Tutti i battiti del mio cuore e L’appartamento spagnolo. Il film, che uscirà domani, 19 marzo, in tutte le sale cinematografiche, per la distribuzione di Officine Ubu, tratta dei misteri dell’identità sessuale e del desiderio maschile di maternità, un nuovo e diverso concetto di famiglia.

Ozon punta sulla storia di una giovane donna di nome Claire, che cade in depressione dopo la morte della migliore amica, a cui aveva promesso di vegliare sul marito e la figlioletta neonata. La donna si rimetterà quindi in gioco fino ad arrivare a scoprire che il vedovo dell’amica defunta si traveste segretamente, passando da David di giorno a Virginia la notte. Claire affronterà così nuove gioie, pulsioni, anche sessuali, fino ad oggi sconosciute, perdendone ben presto il controllo.

Il regista parlando della pellicola ha affermato di essere particolarmente attratto dall’ambiguità e dalla scoperta che si può essere sedotti da qualcosa che non si conosce ancora. E proprio questo mostra in Una nuova amica, ispirato ad una novella di Ruth Rendell. “La protagonista si scopre attratta da un uomo che si veste da donna: il film è il viaggio emotivo per capire se lei ama David o Virginia”, ha detto il cineasta francese specificando che il film è caratterizzato anche da momenti di forte umorismo.

E se gli si chiede se si tratti di un film politico Ozon risponde così: “Non volevo fare un film politico, ma va detto che mentre lo scrivevo ci sono state in Francia le manifestazioni contro il matrimonio omosessuale e contro ogni forma di nuova famiglia. Allora mi sono reso conto che avevo fatto un film che poteva far vedere agli spettatori in modo diverso questo mondo che ho preferito così trattare come una fiaba”.

“Comunque non volevo un film realistico, anche per questo l’ho girato un po’ dovunque e da nessuna parte: non si possono identificare travestitismo e omosessualità: l’80% degli uomini travestiti sono etero e hanno spesso moglie e figlie”, ha concluso.