“Dormire prima di morire per non soffrire” è quanto espresso dal deputato francese Alain Claeys che ha proposto oggi la legge sul fine vita che prevede una ‘sedazione profonda e continua’ per i malati terminali, e che tutti i cittadini maggiorenni possano manifestare le loro direttive sul fine vita

legge sul fine vita

In Francia è stata approvata a larghissima maggioranza la legge sul fine vita che prevede una “sedazione profonda e continua” per i malati in fase terminale e l’obbligo dei medici di rispettare le direttive lasciate dai pazienti. La proposta è stata votata dall’Assemblea Nazionale francese con 436 voti a favore e 34 contrari, dopo il respingimento nei giorni scorsi degli emendamenti volti a legalizzare il suicidio assistito e l’eutanasia. “Dormire prima di morire per non soffrire”. Così si è espresso oggi il deputato socialista Alain Claeys alla presentazione del testo in prima lettura, che completa le disposizioni del 2005 e prevede che tutti i cittadini di maggiore età possano manifestare le loro direttive sul fine vita, in particolare il rifiuto dell’accanimento terapeutico. Queste direttive saranno seguite dal medico salvo in “casi di emergenza vitale per il tempo necessario ad una valutazione completa della situazione”.

Per il primo ministro Manuel Valls, quello proposto da Alain Claeys è un testo “equilibrato”. Tuttavia una parte dei deputati socialisti, gli ecologisti e i radicali di sinistra si sono astenuti dal votare, mentre l’ala destra dell’Ump è assolutamente sfavorevole alla proposta di legge sul fine vita.

Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, non è molto convinta del provvedimento: “Per molti malati una sedazione prolungata nel tempo la giudico inumana, anche per chi assiste al lento morire di una persona cara. Spero che, dopo un periodo di rodaggio di questa legge, si ripensino e valutino soluzioni più serie e meno timorose nell’aiuto a una morte dignitosa”, ha detto. Le fa eco Marco Cappato, promotore della campagna Eutanasia Legale: “La formula della ‘sedazione profonda e continua’ è una soluzione parziale perché obbliga a passare attraverso una procedura di sedazione in alcuni casi immotivatamente lunga. Tale scelta non corrisponde a una logica medica, ma soltanto alla volontà di evitare uno scontro politico diretto sull’eutanasia. La novità più importante di questa legge, tuttavia, è che, al contrario di quanto fatto sinora, darà al malato l’ultima parola. Cappato dà comunque atto al Parlamento francese che, incentrando la legge sulla volontà del malato, ha preso una decisione che il Parlamento italiano non ha ancora avuto il coraggio di prendere. “Nessun gruppo parlamentare ha chiesto finora la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale che abbiamo presentato nel settembre 2013, mentre la maggior parte degli italiani si conferma a favore dell’eutanasia. Proprio per aprire il confronto anche nel nostro Parlamento, giovedì 19 marzo, a un anno dal richiamo alle Camere dell’allora Presidente Napolitano, grazie a Carlo Troilo e Matteo Mainardi terremo presso il Senato della Repubblica, un convegno dal titolo “Liberi fino alla fine: il parlamento si faccia vivo. L’urgenza di buone regole e buona informazione su testamento biologico e eutanasia”, ha concluso Marco Cappato.