Il nuovo film di Roan Johnson, in uscita il 22 marzo, racconta l’ultimo week-end insieme di 5 coinquilini prima che ognuno prenda strade diverse. Nel cast Paolo Cioni, Alessio Vassallo, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini e Isabella Ragonese

Fino a qui tutto bene

Il 22 marzo uscirà “Fino a Qui Tutto Bene”, il nuovo film di Roan Johnson che vede protagonisti Paolo Cioni, Alessio Vassallo, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla, Melissa Anna Bartolini e Isabella Ragonese. Il regista e sceneggiatore, londinese di nascita ma romano di adozione, ha pensato di raccontare una storia semplice, divertente, perfetta per essere interpretata da un piccolo gruppo di giovani attori. Fino a Qui Tutto Bene, vincitore del Premio del Pubblico al recente Festival del Film di Roma, racconta la storia di 5 ragazzi che hanno vissuto e studiato nella stessa casa, dove come fanno tutti i coinquilini, si sono scontrati, aiutati e innamorati, e dove hanno passato insieme intere nottate sui libri, tra feste, gioie, invidie e dolori. Ma quei momenti idilliaci e di spensieratezza stanno per finire e dovranno iniziare a prendersi le loro responsabilità intraprendendo diverse direzioni, e andando incontro a scelte che cambieranno il loro equilibrio.

Il film parte dall’ultimo week-end che gli amici passeranno insieme prima di salutarsi e salutare quella casa dove hanno condiviso il momento più bello della loro vita, che difficilmente dimenticheranno.

La storia, convincendo autori, cast e troupe, è stata co-prodotta da tutti, che sono così riusciti a racimolare i finanziamenti necessari, portando al minimo le spese e abbattendo ogni costo superfluo. È quindi un film prodotto coralmente, che dividerà gli introiti tra i tutti i partecipanti alla produzione, assegnati in base al lavoro offerto per mettere in piedi il lungometraggio.

Il regista presentando il film ha precisato: “Questo film sull’amicizia è stato fatto grazie agli amici, alcuni professionisti del settore, altri semplicemente amici. Gli attori dormivano nella casa in cui stavamo girando così da essere davvero coinquilini e questo clima ci ha fatto diventare i personaggi del film”. “Nel 2013, l’Università di Pisa mi chiese di fare un documentario e mi sono sorpreso ad ascoltare ragazzi che, anziché lamentarsi per la crisi, avevano un atteggiamento di sfida. Propensi a rilanciare, piuttosto che ad arrendersi. Per questo, quando ci è venuta l’idea per raccontare la fine di quel periodo protetto e acerbo, anziché seguire il classico percorso che ci avrebbe portato a sentirci dire che avremmo dovuto aspettare, che i soldi erano finiti, che avremmo dovuto scendere a compromessi produttivi, abbiamo deciso di fare da soli, di non arrenderci, di puntare in alto” ha concluso Roan Johnson.