Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha oggi pronunciato la sentenza per Berlusconi, da oggi libero a tutti gli effetti dopo i 10 mesi e mezzo di affidamento ai servizi sociali. Potrà spostarsi liberamente oltre i confini nazionali e non avrà più alcun obbligo con la giustizia. rimane però la sua incandidabilità per sei anni dalla pena

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi è libero a tutti gli effetti, dopo lo sconto di pena ottenuto un mese fa per buona condotta. È questa la sentenza con cui si è pronunciato oggi 14 aprile il Tribunale di Sorveglianza di Milano, in conclusione dei 10 mesi e mezzo di affidamento in prova ai servizi sociali del leader di Forza Italia, che ha potuto espiare in questa forma la condanna (4 anni di carcere, ridotti a uno per via dell’indulto), inflittagli dalla Cassazione nel processo per frode fiscale nel caso dei diritti tv nell’agosto del 2013.

Da oggi tornerà ad essere dunque un normale cittadino. Potrà spostarsi liberamente oltre i confini nazionali, visto che gli verrà restituito anche il passaporto, e non avrà più alcun obbligo con la giustizia. Non dovrà chiedere permessi al giudice di sorveglianza se vorrà fermarsi a dormire a Roma o se vorrà trascorrere qualche tempo nella villa in Sardegna. Insomma non ha più l’obbligo di dimora in Lombardia, dove era costretto a rimanere anche in caso di svolgimento della normale attività politica. Cadono anche le pene accessorie d’interdizione ai pubblici uffici (due anni), ma non la sua incandidabilità per 6 anni dalla condanna, stabilita dalla legge Severino e contro la quale si battono i suoi legali. Il Cavaliere quindi non sarà candidabile fino al novembre del 2019, a meno che non decida di fare appello alla ‘riabilitazione’, ossia una norma secondo cui, se concessa dai giudici, potrà anticipare di un anno il suo ritorno in politica.

La sentenza prende atto del comportamento corretto seguito dall’ex presidente del Consiglio nel corso dell’espiazione della pena. La valutazione risulta essere la stessa che portò nel marzo scorso a concedere a Berlusconi lo sconto di pena per buona condotta, che ha ridotto di un’ulteriore mese e mezzo la durata della condanna.