Secondo l’Intelligence Usa la decapitazione non è avvenuta sulle spiagge di Tripoli, il rosso e il rumore del mare in sottofondo sono stati inseriti nel video in un secondo momento. Inoltre gli jihadisti sembrano troppo ingigantiti rispetto al panorama retrostante

copti

Il video postato dall’Isis sul web pochi giorni fa dove erano immortalati 21 egiziani cristiani copti su una spiaggia in Libia inginocchiati davanti ai loro aguzzini e pronti per essere decapitati è falso. Lo dice un gruppo di esperti di comunicazione e montaggio televisivo Usa che mettono così in dubbio l’autenticità dell’ennesimo video dell’orrore dell’Isis.
Le drammatiche immagini, secondo gli esperti, sarebbero state infatti manipolate. Per loro non è stato difficilissimo capire che dietro le immagini c’è stato un lavoro di post produzione, dimostrato soprattutto dall’altezza innaturale degli jihadisti che compaiono nel video dietro i loro ostaggi.

Questo avrebbe fatto pensare che vi sia stata ancora una speranza che gli egiziani fossero ancora vivi, ma purtroppo non è così. Piuttosto si è quasi certi che l’esecuzione sia avvenuta, ma non in quella spiaggia, utilizzata dai militanti dell’estremismo islamico solo come green screen per replicare sullo sfondo le immagini della baia. Oltre all’eccessiva altezza degli jihadisti a confermare che il video sia stato falsificato è anche il mare che si tinge di rosso dopo la decapitazione. Solo un effetto speciale appositamente ideato per mezzo di un computer per dare al momento della decapitazione, probabilmente avvenuta altrove, uno sfondo ancora più orrido con l’intento di mostrare l’avanzata senza sosta dell’Isis.

Questi non sono però i primi dubbi sulla pubblicazione del video, perché da subito gli esperti si erano interrogati sulla sua autenticità e le alte autorità si erano riservate la possibilità che i cristiani copti potessero essere ancora vivi. Analizzando le riprese hanno anche ipotizzato che le orme lasciate sulla sabbia della spiaggia non corrispondono assolutamente a quelle degli aguzzini, né tanto meno a quelle delle vittime. Lo sfondo del mare sarebbe stato aggiunto in un secondo momento dietro un’immagine rozzamente ingigantita dei boia rispetto al panorama retrostante. Anche il rumore del mare in sottofondo è stato inserito nel montaggio del video. Si tratta semplicemente di una traccia audio nota e facilmente reperibile in formato mp3. L’Intelligence Usa incaricata di esaminare le immagini è giunta quindi alla conclusione che la decapitazioni degli ostaggi egiziani non è avvenuta nel porto vicino a Tripoli.